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Piemonte, Pd e Jarre: 'Regione virtuosa sul gioco'

  • Scritto da Redazione GiocoNews

Critiche alle parole del presidente della commissione di inchiesta sul gioco Mauro Maria Marino sul legame tra limiti a gioco legale e criminalità.

Stanno facendo discutere le dichiarazioni della commissione parlamentare di inchiesta sul gioco, Mauro Maria Marino, in occasione del convegno che si è tenuto quest'oggi, 23 novembrre, a Rivoli, in provincia di Torino. A prendere per primo la parola Paolo Jarre, già Coordinatore dei Servizi per il Gioco d’azzardo della Regione Piemonte 2016 - 2021, secondo il quale sostenere che "limitare il gioco legale favorisce solo la criminalità organizzata e che … i concessionari sono frenati da distanziometro e leggi locali restrittive” sono affermazioni che "neppure uno degli esponenti regionali leghisti promotori della controriforma della legge per il contrasto al gioco d’azzardo patologico avrebbe avuto l’ardire di pronunciare.

"Contro l’assenza di qualsiasi seppur minima e vaga evidenza di quanto affermato dal senatore Marino (non c’è alcuna misurazione scientifica del gioco illegale e le autorità più vicine alla sua valutazione come la Guardia di Finanza hanno in più occasioni smentito questa retorica della filiera commerciale…) ci stanno invece robustissime prove del grande effetto protettivo della Legge 9 del 2016 del Piemonte" che "ha limitato sia in termini spaziali che temporali l’offerta di gioco con apparecchi automatici: miliardi di euro in meno spesi, centinaia di migliaia di giocatori d’azzardo in meno, migliaia di giocatori patologici e famiglie devastate in meno". Secondo Jarre "dopo queste affermazioni il senatore Marino non può più presiedere la Commissione di inchiesta sul gioco pubblico perché ha di fatto tratto delle conclusioni, profondamente sbagliate, che possono far dubitare circa una indispensabile posizione di terzietà rispetto alla filiera commerciale".

Affermazioni, quelle di Jarre, che trovano d'accordo i consiglieri regionali del Piemonte Domenico Rossi e Diego Sarno, del Pd, secondo i quali le dichiarazioni di Marino "sono preoccupanti e assolutamente fuori luogo”. 

Secondo i due consiglieri "non è certo richiamando le posizioni della Lega e dell’industria del gioco che il senatore Marino svolge al meglio il suo ruolo di presidente di Commissione che, invece, dovrebbe essere il garante del lavoro dei parlamentari. Se vuole ritagliarsi un ruolo di parte, o peggio ancora da ‘ tifoso ’, rimetta il suo incarico” incalzano i consiglieri Dem, secondo i quali "proprio il caso piemontese dimostra che distanziamenti e orari ridotti hanno diminuito il numero di giocatori patologici, le perdite dei cittadini e le ripercussioni sociali su giocatori e le loro famiglie, senza eliminare un settore che ha mantenuto numeri molto floridi.” precisano Rossi e Sarno.

I due consiglieri rilanciano: "Semmai proprio per questo occorre una normativa nazionale uniforme che prenda spunto da esperienze virtuose come quella vissuta dal Piemonte tra il 2016 e il 2021 che mettono la salute dei cittadini al primo posto e non gli interessi di un settore economico".

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