Il gioco con vincita è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Consulta probabilità di vincita su www.aams.gov.it
Log in

Regole stringenti contro l'illegalità, cooperazione con gli operatori legali

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il senatore Cangini (FI) illustra le priorità che dovranno essere perseguite dal Governo, e per il gioco sottolinea i danni del proibizionismo a fronte della sua componente di socialità.

Un 2022 che sarà, purtroppo, ancora una volta, la terza, un anno caratterizzato dalla lotta a livello mondiale alla pandemia, ma che presenta importanti e specifiche sfide per l'Italia. Sfide politiche, ovviamente, vista la corsa al Quirinale che dopo le trattative note e meno note degli scorsi mesi prenderà il via proprio alla fine di gennaio, ma anche sotto il profilo economico, per scendere, via via, all'opera di riassetto dell'offerta di gioco che il Governo Draghi ha intenzione di mettere in essere, con l'obiettivo di porre fine alla ormai annosa “questione territoriale” che ha di fatto impedito lo svolgimento dei bandi di gara per i rinnovi delle concessioni.

A fare il punto con Gioco News è il senatore di Forza Italia Andrea Cangini, uno dei due vicepresidenti (assieme con Giovanni Endrizzi, del Movimento 5 Stelle) della commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico, istituita in Senato e presieduta da Mauro Maria Marino. 

Ma il nostro colloquio con il senatore Cangini parte da una visione globale sul nuovo anno appena iniziato. Quali sono le priorità che il Governo deve darsi per il rilancio economico e dell'Italia?

"Il Governo Draghi nasce con due compiti tra loro strettamente correlati: contenere la pandemia e far crescere l’economia attuando un’ampia serie di riforme strutturali grazie ai finanziamenti, in parte a fondo perduto, della Commissione europea. Come ha dovuto riconoscere perfino l'ex cancelliera tedesca Angela Merkel, nella lotta al Covid-19 l’Italia è il paese europeo che sta ottenendo i risultati migliori, quanto al Piano nazionale di ripresa e resilienza credo che nessuno meglio di Draghi possa non solo impostarlo, ma anche realizzarlo. Detto questo, c’è un problema serio di salari. L’Italia è l’unico paese europeo in cui negli ultimi trent’anni le retribuzioni non sono cresciute. Se a questo aggiungiamo gli aumenti dei prezzi, delle materie prime e dell’energia otteniamo una miscela esplosiva che il Governo farebbe bene a disinnescare per tempo".

Quale sarà il contributo propositivo in materia di Forza Italia?

"Tra manovra di bilancio delega fiscale, Forza Italia si è concentrata sul taglio dell’Irpef, la cancellazione dell’Irap, il mantenimento e l'estensione dei bonus edilizi a partire da quello del 110 percento, la proroga del blocco delle cartelle esattoriali, il sostegno economico alle famiglie meno abbienti in vista del ricaro delle bollette energetiche. Parallelamente, credo sia innegabile che la riforma della giustizia e quella della pubblica amministrazione siano in buona parte merito nostro".

A fine gennaio si apre la partita per le elezioni del presidente della Repubblica. Quali sono i suoi auspici in merito?

"Mai come oggi l’Italia ha bisogno di serietà e di stabilità. È finito il tempo della demagogia, è iniziato il tempo della responsabilità. Se ci saranno le condizioni, l’elezione di Silvio Berlusconi a capo dello Stato avrebbe un forte valore simbolico: sarebbe il perfetto epilogo di una seconda repubblica drammaticamente caratterizzata dall’offensiva dell’ordine giudiziario nei confronti del potere politico. Una nemesi. Se non ci saranno le condizioni, c’è da augurarsi che non cambi nulla, né il presidente del consiglio Mario Draghi né il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il quadro politico-istituzionale è troppo fragile, potrebbe non reggere agli inevitabili scossoni".

Il sottosegretario all'Economia Federico Freni ha affermato che si sta lavorando per presentare un disegno di legge delega sul riassetto del gioco. Quali devono essere i pilastri del riordino, a suo modo di vedere?

"I pilastri devono essere tre: regolamentare a livello nazionale il gioco legale, con particolare attenzione al far west del web; uscire dalla logica delle proroghe delle concessioni e fare finalmente le gare; combattere senza remore il gioco illegale. Credo di poter dire che, sia pure con toni e accenti diversi, tra il Governo e il Parlamento, così come tra i membri della commissione parlamentare di inchiesta, c’è una rara sintonia sia sugli obiettivi finali sia sul modo di raggiungerli".

Quale potrà essere il contributo che la commissione di inchiesta sul gioco potrà dare, sia nell'ottica del riordino in generale?

"La commissione rappresenta il naturale luogo di incontro tra i tanti soggetti istituzionali e amministrativi che a vario titolo sovrintendono al settore. Questo farà di noi il centro della conoscenza e della mediazione in vista di un obiettivo che auspico: la stesura di un Testo unico sui giochi".

Quali sono le azioni necessarie per combattere il gioco illegale e la ludopatia? Quanto è importante, in proposito, coinvolgere gli operatori legali?

"Vale per il gioco quel che vale per l’alcool: un uso moderato dà piacere e soddisfa parte non trascurabile dell’animo umano; l’abuso fa male; il proibizionismo incoraggia l’abuso. Per contrastare l’illegalità è fondamentale la sintonia con gli operatori legali, ma poiché parte crescente dell’illegalità si consuma ormai in rete non meno fondamentale sarà mettere a punto un sistema stringente di regole".

A suo modo di vedere, sarebbe opportuno rivedere il divieto totale di pubblicità del gioco introdotto con il decreto Dignità voluto dal priom Governo Conte?

"Non amo i divieti e non trascuro il fatto che il gioco legale dà lavoro, direttamente e indirettamente, a 150mila persone. Come in tutte le cose, occorrono equilibrio e realismo. Per esempio, credo che tra tutte le forme di gioco legale quello che si svolge nelle sale bingo sia il meno legato all’azzardo e il più incline alla socialità, oltre ad essere il segmento a maggiore occupazione. Le nuove regole, anche quelle in materia di pubblicità, dovranno tenerne conto". 

 

LUI CHI E'?! - Andrea Cangini è nato a Roma il 5 marzo 1969. Figlio di Franco Cangini (direttore del Carlino dal 1985 al 1987 e de Il Tempo dal 1989 al 1991); è nato a Roma, ma vive a Bologna; sposato, ha due figli: Giulia (nata nel 2002) e Niccolò (nato nel 2006). Dal 2014 al 2018 è stato direttore del giornale il Resto del Carlino e di Qn Quotidiano Nazionale. Alle elezioni politiche del 2018 viene eletto al Senato della Repubblica, come capolista di Forza Italia nella circoscrizione Marche. Nel dicembre 2019, dopo esserne stato il promotore, è tra i 64 firmatari (di cui ben 41 di Forza Italia) per il referendum sul taglio dei parlamentari: pochi mesi prima i senatori berlusconiani avevano disertato l'aula in occasione della votazione sulla riforma costituzionale. Attualmente è segretario della 7ª commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali), vicepresidente della commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico e membro della delegazione parlamentare italiana presso l'Assemblea parlamentare della Nato.

Share