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Pichetto Fratin sul gioco pubblico: 'Con pandemia persi 10mila posti di lavoro'

10 febbraio 2022 - 07:11

Il viceministro del Mise Gilberto Pichetto Fratin ultima la sua audizione da parte della commissione parlamentare di inchiesta sul gioco.

Scritto da Daniele Duso
Pichetto Fratin sul gioco pubblico: 'Con pandemia persi 10mila posti di lavoro'

"Per il 2020 i dati occupazionali ricavati dall’osservatorio statistico dell'Inps, in base al codice Ateco 2007, parlano di una notevole riduzione degli occupati, il cui numero è sceso a 32.352 lavoratori dipendenti". Lo afferma il viceministro del ministero dello Sviluppo Economico, Gilberto Pichetto Fratin, nel rispondere in commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico ai quesiti dei suoi componenti, che gli erano stati posti in conclusione della sua relazione in occasione della sua prima audizione.

"Per quanto riguarda gli addetti", spiega Pichetto Fratin rispondendo al quesito che era stato posto dal vicepresidente della commissione Giovanni Enrizzi, "secondo i dati Istat il settore del gioco contava, nel 2018, 9265 imprese, 42.818 occupati, con 15 miliardi di fatturato complessivo e un valore aggiunto di 3 miliardi di euro. Il settore contribuiva per un 0,6 percento al Pil, e per uno 0,3 percento all’occupazione complessiva. Con acquisti di beni e servizi effettuati dall’intero settore si superava la cifra di 10 miliardi di euro, mentre una quota di 800 milioni di euro era la spesa del settore relativa agli stipendi pagati. Sempre nel 2018 le imprese con più di 3 addetti sono oltre l’80% del settore, gran parte di questi a tempo pieno e indeterminato, in linea con gli altri settori dell’economia italiana, quasi la metà donne (43,4 percento, quasi 3 punti percentuali rispetto alla media dell’economia italiana)". Un anno dopo lo scenario è radicalmente cambiato, come accennato, con i dipendenti del settore che sono 32.352, che significa un -10.466.

E sempre a Endrizzi che gli chiedeva la fonte dei dati che parlano di un incremento del gioco illegale, Pichetto Fratin spiega di far riferimento "al rapporto Censis Lottomatica presentato al Senato il 16 novembre 2021. In tale occasione", aggiunge, "il procuratore nazionale antimafia De Raho ha spiegato che a fronte della chiusura del gioco legale in presenza si è registrato un parallelo aumento del gioco online e dei canali illegali".

Più vago, il viceministro del Mise, nella risposta al senatore De Bertoldi sui tempi di un riordino del settore. "La competenza in materia è del Mef", spiega Pichetto Fratin, "che sta lavorando a un testo di legge delega che dovrà essere presentato in tempi ragionevoli. L'obiettivo è quello di intervenire sulla normativa primaria, in modo da garantire un riassetto complessivo al settore pur nel rispetto delle competenze costituzionali". Ma quando gli si chiede di chiarire meglio quel "tempi ragionevoli", Pichetto Fratin risponde semplicemente che "è un dato soggettivo, non oggettivo", con l'affermazione che viene seguita da lunghi secondi di silenzio da parte dei presenti. 

A chi gli chiedeva se 80mila punti gioco di azzardo fossero sostenibili il viceministro spiega che "secondo quanto riportato nel libro blu di Adm, gli esercizi esistenti contano 196 sale bingo, 34.271 esercizi di giochi numerici a totalizzatore, 55.361 lotterie istantanee, 5.710 operatori del gioco a base all'ippica, 9.648 operatori a base  sportiva, 32.274 punti vendita lotteria, 34.538 ricevitorie lotto e 54.264 Awp", aggiungendo che "riguardo alla sostenibilità dei suddetti punti fisici, sebbene ciò sia di competenza del Mef e Adm, a nome del Mise ritengo che la domanda di gioco sia solo parzialmente influenzata dall’offerta di gioco".

Sempre rispondendo alla domanda precedente Pichetto Fratin spiega che "la componente telematica del gioco, che nel 2019 era pari al 9,53 percento della spesa totale, nel 2020 ha raggiunto il 20,64 percento della spesa totale", aggiungendo che "diventa fondamentale a questo punto investire in operazioni di informazione, sensibilizzazione e formazione dei rischi, nonché favorire lo sviluppo di partnership e reti locali per sostenere il miglior impatto di queste attività. Lo ritengo importante partendo dall’educazione civica nelle scuole".

Al senatore Elio Lannutti, che citava un articolo dal titolo "Così si aggirano i divieti alla pubblicità dell’azzardo", asserendo che occorre agire contro i furbi che cercano di aggirare i controlli, il viceministro risponde che concorda sulla "necessità di equilibrare le entrate per l’erario con la tutela dei consumatori e la prevenzione delle diffusione della patologia. Da un lato si deve rafforzare controlli, dall’altro intervenire nella regolamentazione, anche attraverso la semplificazione e l’armonizzazione del settore del gioco".

Al senatore Candiani che chiedeva lumi sulle strategie di contrasto dell’illecito Pichetto Fratin ricorda che “il contrasto all’illecito non rientra nelle competenze del Mise, ritengo che l’attuale sistema concessorio e autorizzatorio, consentendo un controllo del territorio non sempre costituisce un deterrente all’illegalità. In quest’ottica si ritiene sia importante e necessario operare con un costante monitoraggio del fenomeno e della sua evoluzione, così da poter individuare eventuali minacce alla sicurezza pubblica.

La senatrice Minuto, oggi sostituita dal senatore Boccardi dopo la vicenda elettorale che li ha visti protagonisti, aveva chiesto informazioni su come realizzare un equilibrio tra domanda e offerta. Domanda alla quale il viceministro risponde che "il concessionario deve sapere che spetta allo Stato definire il volume dell’offerta. La questione rientra nella competenza del Mef, che il triennio 2021-2023 ha posto tra le sue priorità il monitoraggio dell’offerta legale e il registro unico degli operatori del gioco pubblico, al fine di verificare l'andamento dei volumi di gioco e attenzione a livello nazionale, con particolare attenzione ai soggetti più a rischio di ludopatia. Lo strumento è a buon punto d’avvio per arrivare a un opportuno equilibrio".

Al senatore Andrea Cangini, che sottolineava che sale bingo sono quelle che meno alimentano il rischio di ludopatia, Pichetto Fratin risponde citando dei dati relativi al fatto che "la chiusura delle sale ha registrato per il 2020 una riduzione del 55,30 percento per la raccolta, del 53,30 percento per le vincite, del 59,20 percento per la spesa. A livello occupazionale, per quanto sia difficile estrapolare i dati delle sole sale bingo (in quanto accorpate a lotteria e case da gioco, nel codice ateco 9200) tuttavia stando a dati ricavati da Eurispes, al 31 dicembre del 2018 il settore avrebbe contato circa 8mila addetti tra diretti e indotto, con 1,3 milioni di euro per sala di ricavi, 45 percento assorbiti dal lavoro".

Chiude quindi il presidente della commissione d'inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico, Mauro Maria Marino, ricordando che la settimana prossima le attività della commissione riprenderanno con l'audizione del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, in una data che tuttavia al momento non è ancora stata calendarizzata.

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