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Freni (Mef): ‘Entro gennaio legge delega sulla scrivania del ministro Franco’

  • Scritto da Daniele Duso

Il sottosegretario al Mef assicura tutto il suo impegno per arrivare a una legge delega in tempi brevi, ricordando che molto però spetta al Parlamento, al quale chiede virtù.

Parla anche dei tempi per far avere al settore del gioco l'attesa legge delega, il sottosegretario al Mef con delega ai giochi Federico Freni, intervenendo al digital event "Il gioco buono, punto di vista degli enti locali", organizzato da formiche.net a Igt. Ma prima di ricordare i limiti del suo ruolo commenta i contenuti della ricerca di Swg, presentata nel corso dell'evento.

"Molte affermazioni denotano una certa sconoscenza rispetto al fenomeno e posizioni talebane", commenta Freni. "Ancora una volta un preconcetto che affligge il mondo del gioco. Per parlare di riordino dobbiamo liberarci di questi preconcetti morali ed etici pensando che abbiamo a che fare con un'attività come tante altre, senza negare che esista un fenomeno che è quello del gioco d’azzardo. Tutelare il cittadino non vuol dire chiudere i punti gioco o ridurre drasticamente l’offerta. Questi sono preconcetti che ci impediscono una iniziativa normativa libera tenendoci schiavi di un livello normativo fatto di compromessi al ribasso. La proroga, rifiutandosi di regolare, è un compromesso al ribasso”, afferma Freni.

"Se noi continuiamo a pensare al gioco così com'era prima della pandemia rischieremmo di lavorare su un concetto ormai superato. Il processo di digitalizzazione sta andando veloce. Trattare il gioco online diversamente da quello terrestre sarebbe un errore, anzi, dedicare meno attenzione all’online sarebbe un errore in termini pratici. Occorre pensare a un trattamento omogeneo delle due realtà, così come omogeneo deve essere l’approccio normativo in una logica di sistema Stato. Non posso accettare che i giocatori siano trattati in modo diverso a seconda della città in cui si trovano, e così chi pensa di investire su questo settore. Tutti i cittadini dovranno giocare allo stesso modo, e ciò significa coordinare in modo efficace la legittima sovranità delle Regioni ad intervenire su certi temi".

Sulle direttive da seguire Freni dimostra di avere le idee chiare: "Non dobbiamo mai dimenticare che una buona regolazione porta buoni risultati, prima gli interessi dei cittadini e poi quello degli industriali, e quindi prima pensiamo al contrasto del disturbo del gioco d’azzardo. È un problema, ma non deve essere un impedimento a regolare il gioco, semmai uno stimolo a farlo", conclude Freni, "ed è ora che ci impegniamo ad investire su una normazione omogeneo e nella logica di una visione che tenga conto del presente e non del passato".

Infine, in un secondo intervento di risposta alle sollecitazioni degli altri partecipanti, Freni ricorda, come già fatto altre volte, che "ci sono tanti incidenti in autostrada ma non per questo chiudiamo le autostrade, ci limitiamo a porre regole per evitare che vi siano incidenti", riportando chiaramente il parallelismo col mondo del gioco. E in questo sento assicura che "mi impegno a individuare una legge delega, in tempi relativamente veloci, per mettere a terra un sistema di riordino. Ho qualche perplessità sullo strumento del testo unico, ma certamente una legge delega che riordini completamente il settore è necessaria".

E poi l'annuncio relativo ai tempi di realizzazione: "Prima di Natale ho trasmesso alla Ragioneria il testo base delle legge delega, mi augurerei di poterlo consegnare al ministro dell’Economia e delle Finanze entro gennaio. Questo è quello che posso fare nel mio ruolo", continua, "serviranno poi le migliori energie di tutto il Parlamento per migliorare la legge delega, e servirà sedersi attorno a un tavolo in conferenza Stato-Regioni, tutti insieme, per trovare un'intesa".

A tale proposito Freni ricorda che "un’intesa, nel 2017, era stata trovata, ma poi non è stata applicata". E garantisce il suo impegno "a lavorare in tempi veloci" anche se "io posso fino a un certo punto, poi ho bisogno nel concorso virtuoso del Parlamento". 

E infine, un riferimento anche ad uno dei principali motivi per cui il settore del gioco è così importante per lo Stato: "La dote parlamentare dell’ultima legge di bilancio era di circa 600", ricorda Freni, "la precedente era di 800 milioni, mentre il gettito che ci dà il gioco è di 10 miliardi. Non è questo il mantra su cui conformare la legge regolatoria, ma noi dobbiamo tutelare il cittadino e nel contempo non rinunciare al gettito. Ciò si può fare in modo omogeneo, razionale, ma soprattutto con il concorso virtuoso di tutte le forze in Parlamento, nel rispetto di tutte le diversità di vedute, ma con la consapevolezza che senza una visione d’insieme non faremo un buon servizio al cittadino".

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