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Covid-19: la 'fase 2' per sale gioco e scommesse, tra distanze e plexiglass

  • Scritto da Riccardo Calantropio, consulente ed esperto di betting

Si avvicina la "fase 2" della riapertura delle attività commerciali tra cui: bar, ristoranti, sale scommesse, sale slot e Bingo: ma vediamo come attrezzare gli ambienti.

All'indomani delle misure di contenimento del virus annunciate dal governo e in seguito alle prime indiscrezioni trapelate da Palazzo Chigi rispetto ai futuri accorgimenti da adottare nei locali pubblici nell'attuazione della cosiddetta “Fase due”, si percepisce una grande preoccupazione tra gestori di sale ed esercenti, che si troveranno ad affrontare nuovi problemi. E' quindi indispensabile iniziare a programmare, fin da subito, il da farsi, per ottimizzare i risultati e gestire al meglio la ripartenza. La soluzione per i ristoranti, già adottata in Cina, è quelli di pannelli in plexiglass, sia per separare i posti affiancati e sia per separare i posti frontali, come da foto (proveniente dal Web):

ristorante-coronavirus

Una soluzione similare si potrebbe usare, per locali con spazi superiori ai 40 metri quadrati, anche per le postazioni dei prenotatori e nelle casse self-service per le sale scommesse, ma anche per distanziare le slot e le Vlt nelle sale da gioco.

Ferma restando tuttavia la necessità di arrivare a soluzioni certe, attraverso le associazioni di categoria del settore giochi e scommesse, che dovranno prospettarle prima (ma in tempo utile) al governo, per evitare scelte negative improvvisate, quale quella di un numero massimo di clienti per metro quadrato, nel caso in cui non siano le norme a dichiararlo espressamente.
 
IL NUOVO LAYOUT DEL GIOCO - Si tratta comunque di soluzioni già ipotizzate in precedenza, prendendo spunto dai pannelli adottati fin da subito nei banconi delle farmacie, prima ancora di conoscere il metodo dei ristoranti cinesi, ma con delle soluzioni specifiche che darebbero una migliore protezione, consentendo anche la permanenza di una maggiore clientela in soddisfacente sicurezza igienico-sanitaria. Come già introdotto nell’articolo precedente, la creatività si può sbizzarrire, al meglio, nell’architettura interna di ristoranti e sale gioco e scommesse, con tutta una serie di soluzioni adattabili al singolo locale. Del resto, da quanto si apprende dalla stampa, grandi pannelli divisori in plaxiglass si potranno usare anche per separare file di ombrelloni nelle spiagge, per andare al mare con maggiore sicurezza dall’infezione di coronavirus. 
Il tutto, ovviamente, in aggiunta alle altre prescrizioni di legge per la “fase due”, come il doppio corridoio di ingresso e di uscita (ove possibile), gel disinfettante a disposizione, uso di mascherine e guanti, orari più lunghi ed entrate scaglionate, pulizia ed igiene locale almeno due volte al giorno, adeguata aereazione e ricambio d’aria, informazioni ai clienti per garantire il distanziamento.

Sicuramente, queste soluzioni non potranno consentire di mantenere l’afflusso della clientela precedentemente la chiusura, ma i locali più grandi avrebbero maggiori possibilità di resistere fino alla commercializzazione in larga scala di un vaccino, anche perché non tutti i locali, specialmente i più piccoli, potrebbero sopravvivere, e questo diminuirebbe la concorrenza. In conclusione, un riassetto di tutto il settore del Gaming retail, a cui si aggiungerà un eventuale cambio anche di bookmaker e concessionari, per la maggiore disponibilità di diritti AdM che sarà una delle conseguenze di questa emergenza e della crisi.

 
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