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Gioco: 'Sentenza sulle concessioni nel dossier di controllo parlamentare'

  • Scritto da Daniele Duso

Tra le sentenze di illegittimità costituzionale riportate nel dossier alla Camera anche una relativa al rinnovo delle concessioni e all'aumento dei canoni per gli operatori.

È citata anche una sentenza relativa alla concessioni nella rassegna contenuta nel dossier sul Controllo di costituzionalità delle leggi pubblicato sul sito della Camera dei deputati.

Nel documento trimestrale si riepilogano le sentenze di illegittimità costituzionale di disposizioni statali pronunciate dalla Corte costituzionale nell’arco del primo trimestre dell’anno 2021.

Le sentenze sono accompagnate da una tabella riassuntiva delle pronunce espresse nel corso dell’anno 2020. Al contempo, nella rassegna si dà conto, con l’ausilio della documentazione messa a disposizione dal Servizio studi della stessa Corte costituzionale, delle sentenze con valenza monitoria rivolte al legislatore adottate dalla Corte nel medesimo arco temporale.

tra i moniti, gli auspici e i richiami rivolti al legislatore statale troviamo appunto anche la sentenza n. 49 del 2021 in materia di "gare per la riattribuzione delle concessioni dei giochi e di importi dovuti dai concessionari operanti in regime di proroga tecnica", che ribalta un pronunciamento precedente del Tar del Lazio. 

La disposizione del Tar riguardava "il termine entro il quale l’Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm) procede alla gara per la riattribuzione delle concessioni del gioco del bingo", e "gli importi dovuti dai concessionari, operanti in regime di proroga tecnica" (per i quali gli importi passavano a euro 7.500 per ogni mese o frazione di mese superiore ai quindici giorni, e a euro 3.500 per ogni frazione di mese inferiore ai quindici giorni).
 
Dopo l'analisi del pronunciamento del Tribunale amministrazione regionale, la Corte costituzionale rileva che "il giudizio qui reso non cancella i gravi profili disfunzionali della prassi legislativa del costante e reiterato rinvio 46 delle gare, mediante interventi che, anziché favorire il passaggio verso la nuova regolazione di questo settore di mercato, si limitano a estendere, di volta in volta, l’ambito temporale della disciplina transitoria della proroga tecnica delle precedenti concessioni. Ciò è fonte di incertezza nelle attività e nelle prospettive degli operatori e rende auspicabile, anche a tutela della concorrenza, l’approdo a un quadro normativo in tutti i suoi aspetti definito e stabile".
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