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Come cambia il settore dello sportsbetting

  • Scritto da Cesare Antonini

Come cambia il settore del betting? Duemila nuove agenzie di scommesse ridisegnano la raccolta sul territorio italiano, continuano i sequestri e i dissequestri di Ced e Ctd, il calcio scommesse continua a impazzare in Europa anche se rallenta in Italia, Stanleybet annuncia di voler pagare le tasse mentre ecco spuntare le nuovissime scommesse di cui abbiamo già parlato e ora vorremmo giocarci come tutti gli scommettitori italiani.

E tra duemila punti nuovi, le tasse da Liverpool e le nuove scommesse sul gossip forse il Governo Letta troverà i soldi per non alzare l'Iva e togliere l'Imu. Gli addetti ai lavori se lo augurano.

COME SI RIDISEGNA IL TERRITORIO ITALIANO? - Da Eurobet non parlano ma si fanno sentire forte e chiaro: il bookmaker ormai trapiantato in Italia ha conquistato ben 500 concessioni sulle 2.000 messe all'asta. Un segnale fortissimo che, evidentemente, i punti a terra possono ancora dare molto nonostante l'acerrima concorrenza dell'illegalità e che la stessa Eurobet in Italia, pare trovarsi molto bene. Tanti anni fa qualche vecchio manager che aveva vissuto per anni in Inghilterra dipinse l'Italia come il paradiso per un bookmaker. Tante puntate multiple (e quindi con meno percentuali di riuscita) e pochissime singole, quelle più pericolose per il banco.

Niente più stime o ipotesi, comunque. E andiamo a vedere tutti i diritti di scommesse sportive, ippiche e virtuali, assegnati in seguito alla "procedura di selezione per l'affidamento in concessione dell'esercizio dei giochi pubblici di cui all'articolo 10, comma 9-octies, del decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito con modificazioni dalla legge 26 aprile 2012, n. 44" che prevedeva l'asta pubblica per 2.000 negozi di gioco sul territorio italiano.

A dominare questo nuovo segmento di mercato del betting sarà praticamente Eurobet che ha presentato 500 offerte aggiudicandosi ben 500 diritti. Un quarto delle nuove agenzie e la volontà fortissima del gruppo inglese ormai operante in Italia da 7 anni, di dare un impulso fortissimo al suo core business.

Snai è seconda con 278 diritti seguita passo passo da Lottomatica Scommesse/Better con 270 licenze. Appena dietro Sisal a 225 e dopo le 'quattro sorelle' che si aggiudicano quindi circa 1.300 diritti ecco l'altra ottima performance di Gamenet a 81 licenze e Cogetech a 72. bene anche King Bet a 64 e Galassia Game a 59. Poi Hbg con 39 diritti e via via tutte le altre. Replatz aveva presentato 15 offerte conquistando 11 diritti. Scommettendo ne ha conquistate sette mentre confermata la vincita di una sola asta per Sks365 che aveva comunque presentato solo un'offerta. Non pervenuti gli altri operatori esteri che avevano però paventato una loro presenza molto più massiccia.

 

INTANTO STANLEYBET SI METTE IN 'REGOLA'? - Dopo quasi quindici anni di battaglie in tutti i tribunali italiani e europei, tante sentenze e tre decisioni della Corte di Giustizia Europea, Stanleybet aveva annunciato di voler versare al ministero dell’Economia le tasse per le scommesse raccolte in Italia, nelle proprie agenzie che non hanno concessione. Almeno stando alle parole di John Whittaker, chief operative officer di Stanley: “La legge di stabilità 2011, che estende l’imposta unica ai bookmaker privi di concessione, stabilisce un principio giusto, quello del trattamento non discriminatorio verso i concessionari autorizzati. La Suprema Corte di Cassazione con noi è stata chiara: Stanleybet, anche se formalmente al di fuori del sistema, è ormai equiparabile ai concessionari autorizzati dello Stato. Per questo, la compagnia ha deciso di pagare l’imposta unica in Italia come qualsiasi altro operatore. Al prossimo appuntamento fiscale, che è previsto per i primi giorni di agosto, la Stanley pagherà l’imposta per il primo quadrimestre 2013, come tutti gli altri concessionari autorizzati”.

Ma quanti saranno i soldi che pagherà Stanleybet? Il calcolo rischia di essere un bagno di sangue per l'operatore di Liverpool. Oppure i soldi del banco inglese sono talmente tanti che, a questo punto, tanto vale mettersi in linea.

“Le tasse – ha spiegato ancora Whittaker - non sono mai state un problema per Stanley. Abbiamo licenze per gestire giochi in molti paesi europei e paghiamo le imposte ovunque. L’Italia però fa eccezione perché le tasse sulla raccolta in questo caso vanno alle autorità maltesi: a causa delle discriminazioni subite, la Stanley è stata finora costretta a operare in Italia con una licenza estera, in un regime di ‘cross border’ betting (scommesse tra paesi comunitari, ndr) legittimato da sentenze della Corte di Giustizia”. Che tradotto vuol dire: non si sa ancora quanto pagheremo e come lo faremo. Specie se si renderà valido il divieto di doppia imposizione tra due paesi membri.

Stanleybet in passato aveva anche avviato una causa contro lo Stato italiano per ottenere un risarcimento da oltre 1,5 miliardi di euro, ha sempre sostenuto di poter operare in Italia anche senza concessione, perché discriminato dai bandi di gara organizzati dal 1999 in poi da Coni e ministero dell’Economia. Nel corso degli anni ha ampliato la propria rete di centri di trasmissione dati (Ctd) ai quali le Questure – in assenza di concessione – hanno continuato a negare la licenza di pubblica sicurezza. I tribunali penali però, riscontrando un contrasto tra norma italiana e diritto comunitario, hanno quasi sempre dissequestrato le agenzie. Il solito caos normativo, insomma.

MATCH FIXING UN PROBLEMA 'FISSO' – Convegni, misure sposate dalla Fifa, da organismi internazionali e dai bookmakers. Ma le partite truccate rimangono un cruccio e un problema annoso per il settore del betting. L'ultimo scandalo ha ormai prodotto due sentenze della Fifa gravissime per due club storici: Fenerbahce fuori dalla Champions e Besiktas escluso dalla prossima Europa League. Un pugno duro e ci voleva. A decidere queste misure il Control and Disciplinary Body della Uefa dopo aver esaminato il coinvolgimento delle due squadre negli scandali di match fixing relativi al campionato turco del 2011. Per il Fenerbahce, dunque, è stato stabilito il divieto di partecipazione alle prossime tre competizioni Uefa a cui si qualificherà (compresa quindi la prossima Champions a cui avrebbe dovuto partecipare) anche se la terza esclusione è stata sospesa per un periodo probatorio di cinque anni. Il Besiktas dovrà invece rinunciare a giocare l'Europa League 2013/2014. Analizzato anche il caso della Steaua Bucarest, per la quale pure è stato deciso uno stop di un anno dalle competizioni europee, congelato però per un periodo di cinque anni.

La speranza è che queste 'batoste' possano mettere giudizio a tutti gli sportivi anche se questi problemi sembrano essere più vecchi del mondo.

IL PALINSESTO COMPLEMENTARE OK, MA COME SARA' DAVVERO? - “Dal nostro punto di vista, il palinsesto complementare risponde a molteplici necessità, in primis quella di avvicinare sempre più il betting italiano al ‘modello’ inglese, differenziando l’offerta tra i vari operatori e fornendo loro un ottimo strumento di marketing e comunicazione. In secondo luogo, ci permetterà di ‘riempire’ il palinsesto nei periodi in cui è più scarno, come ad esempio i mesi estivi”, ha commentato a Gioconews Player Massimo Temperelli, direttore Sisal Matchpoint,

Avete già pensato a qualche evento particolare su cui aprire le giocate? “Abbiamo qualche idea, valuteremo nei prossimi giorni cosa proporre. Ma non vogliamo dare anticipazioni”.

Ci sono, secondo lei, eventi che potranno riscuotere particolare appeal tra i giocatori? Quali e perché?

“Senza dubbio alcuni eventi sportivi, anche di nicchia, attualmente esclusi dal palinsesto. Eventi che, a seconda dei casi e della eventuale copertura mediatica, potrebbero essere proposti anche in modalità live”.

Meglio il gossip o lo spettacolo? “Scegliamo la terza soluzione, quella dello sport: siamo convinti che, in termini di raccolta, l’evento sportivo continui ad avere una marcia in più rispetto al gossip o allo spettacolo, che invece godono di maggiore appeal mediatico, ma risultano meno attraenti per il giocatore”.

Ci sono, a suo avviso, troppe limitazioni nel protocollo tecnico inviato dai Monopoli o le ritiene corrette? “Non parlerei di limitazioni, al massimo di ‘complessità’ della procedura. Ma di fatto questa richiederà solo un po' di lavoro e tempo in più per la sua implementazione”.

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