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Ginestra (AgiSco): “Settore unito per affrontare i danni della rete parallela”

  • Scritto da nostro inviato Cesare Antonini

Roma - “Non è un problema di sigle ma abbiamo cambiato il nome Assosnai perché i problemi sono tanti e comuni. Nessun frastagliamento, siamo tutti uniti e compatti nel settore e ce lo meritiamo perché siamo qui da anni a lavorare”.

È quanto dichiara a Gioconews.it Francesco Ginestra, che spiega cos’è successo questa mattina nel corso dell’assemblea di Assosnai dove tra l’altro è stato deciso di assumere un nuovo nome, quello di AgiSco: “Il problema è che la rete parallela è superiore a noi. Ci portano via i clienti e basta senza pagare tasse. Continuano ad alzare la testa ma noi non possiamo abbassarla. La rete legale ha avuto difficoltà, cassa integrazione, licenziamenti e le risorse sono finite. Nei rapporti con Adm possiamo sottolineare che la burocrazia è elevata e i problemi sono tantissimi. L'obiettivo è voler arrivare al 2016 in salute ma soprattutto arrivarci. Ripresidiamo il territorio perché siamo oberati di costi e difficoltà e le sigle non contano più, combattiamo unitamente. Le scommesse illegali hanno 5.000 punti proprio secondo loro ma secondo noi siamo di più. Hanno le scommesse virtuali da tempo e un'offerta superiore. Se ne parla da 6 anni e mezzo mentre gli altri hanno fatto crescere l'erba alta così. E hanno altri prodotti!”.

STATO DI CRISI - “La rete – aggiunge - è sull'orlo del baratro, o si fa qualcosa o cade giù. Possiamo collaborare con l'amministrazione ma questo forse oggi non serve più. Siamo nella crisi più nera e profonda. Se il Ctd non paga nulla allora noi vogliamo indietro tutte le concessioni. Altrimenti se abbiamo una rapina e non possiamo mandare i soldi all'erario la rapina è doppia. Allora sospendiamo l'imposta o ci aspettiamo misure urgenti. Deve avvenire qualcosa, siamo sotto infarto. Troviamo i rimedi ma nel frattempo non fateci morire. Siamo preoccupati perché non abbiamo nessuna certezza”.

A margine della tavola rotonda, Ginestra risponde alla domanda di Gioconews.it. Lei è costretto a ripetere le stesse cose da diverso tempo per combattere la rete illegale, non è stanco di tutto questo? “Assolutamente no, la perseveranza è tutto, anche perché stanno arrivando e arriveranno i risultati di questa lotta. Se avessi mollato in questi anni il settore starebbe ancora peggio. Sono invece soddisfatto di tutti questo e andiamo avanti su questa strada nella speranza che il settore legale sia tutelato e riconosciuto per i suoi valori e per gli oneri che è tenuto a rispettare”, sottolinea.

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