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Scommesse e Ctd: ora si muove la procura, 27 persone a processo a Lecce

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Un maxi-processo dedicato all’esercizio della raccolta di scommesse in Italia senza concessione. A celebrarlo sarà il Tribunale di Lecce, che ha rinviato a giudizio 27 imputati, tra cui i fondatori e co-fondatori della società austriaca Goldbet Sportwetten attiva sul territorio italiano attraverso una rete di centri trasmissione dati (Ctd). Nel decreto emesso dal Giudice per le indagini preliminari Simona Panzera, l’accusa è quella di “associazione a delinquere finalizzata alla raccolta abusiva di scommesse” e l'udienza dibattimentale è fissata al prossimo 26 novembre.

LA RETE DI SCOMMESSE PARALLELA - Un processo che potrebbe rivelarsi particolarmente significativo per via dei risvolti che avrebbe sulla attività di gioco pubblico, tenendo conto che, secondo quanto denunciato da Confindustria, la rete “parallela” di scommesse – cioè quella dei punti di raccolta che operano pur non essendo titolari di concessione dei Monopoli di Stato – avrebbe raggiunta quasi i 5mila punti vendita, per una concorrenza ritenuta sleale dagli operatori del gioco lecito, che da tempo invocano una soluzione da parte dello Stato. E ora la “soluzione” al problema potrebbe arrivare dalla Procura, con la portata del procedimento di Lecce tutt’altro che banale, visto che ad essere chiamati a processo davanti al Tribunale di Legge, ci saranno 27 imputati.

La notizia, già apparsa nei giorni scorsi sui quotidiani locali, viene confermata a GiocoNews.it dall'avvocato Chiara Sambaldi, difensore delle parti civili Snai Spa e Agìsco (già Assosnai). Dopo le indagini avviate qualche mese fa, il Giudice per l'Udienza Preliminare ha respinto tutte le eccezioni difensive tese all'esclusione dal processo delle parti civili intervenute (ovvero, i concessionari dello Stato per la raccolta delle scommesse e l'associazione rappresentativa di categoria degli operatori di gioco), e finalizzate a far dichiarare l'incompetenza per territorio del Giudice di Lecce in relazione al reato associativo.

IL PROVVEDIMENTO DEL GUP - Nell'ordinanza del 25 giugno emessa dal Gup si legge che “allo stato il danno lamentato risulta astrattamente configurabile nelle sue componenti di danno emergente e lucro cessante sia in considerazione della operatività delle costituende parti civili secondo le prescrizioni limitative del regime concessorio (…) sia tenuto conto della delimitazione territoriale all'ambito di una medesima provincia condivisa nel medesimo contesto temporale dalle costituende parti civili ed al contempo dalle agenzie oggetto di indagine”.

Tra i capi di imputazione, alla lettera a), è contestato “l'essersi associati tra loro al fine di commettere il delitto di esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse raccolte in via telematica sul territorio nazionale attraverso una rete di agenzie affiliate al bookmaker estero Goldbet Sportwetten Gmbh – società di capitali austriaca, con sede legale in Eduard-Boden-Gasse 8 – 6220 Innsbruck, sprovvista dell'apposita autorizzazione rilasciata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze – Amministrazione Autonoma dei Monpoli di Stato – fornendo ai titolari delle medesime agenzie consulenza giuridica, assistenza tecnica per l'effettuazione del gioco ed assistenza informatica per aggirare i tentativi operati dalla stessa Amministrazione Autonoma di impedire l'accesso al sito che funge da interfaccia grafica della piattaforma informatica utilizzata per la raccolta e la gestione delle scommesse effettuate sul territorio nazionale”.

Sono state respinte anche tutte le argomentazioni a sostegno della disapplicazione della norma penale sanzionante il reato di raccolta abusiva di scommesse, per contrasto della stessa con in principi europei di libera prestazione dei servizi e libero stabilimento.

I POSSIBILI SVILUPPI – Occorrerà quindi attendere il prossimo 26 novembre per capire la piega che prenderà il processo penale nei confronti dei Ctd. E, soprattutto, si dovrà attendere l'esito del giudizio per trarre ogni possibile conclusione. Il quadro dipinto dalla procura, tuttavia, non è dei migliori, in quanto farebbe emergere un coinvolgimento, nella struttura organizzativa della società austriaca che accetta le scommesse e nella gestione di numerosi centri dislocati in diverse parti del territorio nazionale, di persone legate alla criminalità organizzata e della funzione strumentale svolta dai centri stessi relativamente al reato di riciclaggio di denaro di provenienza illecita. Uno scenario che, se confermato, avrebbe rilevanza in termini giudiziari perché confermerebbe la ragione giustificativa delle restrizioni apportate ai principi europei dalla normativa italiana in materia di scommesse, costituita dall'esigenza di prevenzione della degenerazione criminale, anche tramite la canalizzazione della domanda e dell'offerta di gioco in circuiti controllabili preventivamente e successivamente.
Ne deriva che il sistema del doppio titolo, concessorio-autorizzatorio, come confermato dalla stessa Corte di Giustizia Ue, nell'ultima sentenza del 12 settembre 2013 (caso Biasci e a.), trova ancora la sua ragion d'essere, tenuto debitamente conto delle caratteristiche e delle dinamiche dei fenomeni criminosi nazionali.

ALTRE INDAGINI A ROMA – Ma la questione della raccolta di scommesse fuori concessione potrebbe non esaurirsi ai fatti di Lecce. Anzi. Secondo il quotidiano Repubblica sarebbe in corso una seconda indagine a Roma, relativa appunto all’esercizio di una “attività illegale di giochi e scommesse, in assenza di qualsiasi titolo concessorio e in totale evasione di imposta” - secondo quanto scrive il quotidiano - che coinvolgerebbe Stanleybet, altro operatore assai diffuso in Italia pur essendo privo di una concessione statale.

Questi i 27 imputati: Politi Saulle, Tavarelli Paolo, Ivanovic Ivana, Nesti Stefano, Ampollini Stefano, Gasparini Virgilio, Moltisanti Sergio, Tavarelli Giuseppe, Parrelli Giuseppe, Peroni Gabriele, Tumino Giancarlo, Pasquini Alessandro, Marchese Patrizio, Sipone Paolo, Lavorgna Antonio, Pantisano Trusciglio, Aldo Pantisano, Trusciglio Antonio, De Candia Giuseppe, Cifone Ugo, Pappalardo Luca, Indennitate Marco, Politi Francesco, Politi Alessandro, Politi Domenica, Quarta Silvia, Pellè Fabiana, La Serra Eleonora.

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