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Adm a Snai Servizi: "In Italia non si opera senza concessione"

  • Scritto da Ac

I Monopoli di Stato hanno inviato una risposta di cortesia a Snai Servizi sottolineando che in Italia, per raccogliere scommesse, serve una concessione statale. È quanto conferma a Gioconews.it la società, che ha deciso di impugnare la risposta, presentando ricorso che verrà discusso in udienza pubblica il prossimo 18 febbraio.

 

 

La società ha già presentato al tribunale amministrativo regionale del Lazioun ricorso contro l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato, dopo il silenzio che Adm alla richiesta di autorizzazione alla raccolta di gioco, anche in assenza di concessione, da parte della società. Una chiara provocazione, come si legge nella nota inviata tempo fa ai Monopoli: la società “chiede il rilascio di un’apposita autorizzazione, in conformità alle medesime condizioni organizzative, economiche e fiscali imposte – nell’applicazione della libertà di stabilimento Ue – anche ai soggetti privi di concessione ma che dispongono di una licenza estera” e che in caso di mancata risposta o di riscontro negativo, la società "si vedrà costretta a intreprendere tutte le più opportune iniziative di tutela dinanzi alle competenti sedi giurisdizionali". Nella lettera si afferma che "gli approdi" della giurisprudenza europea "sono stati recepiti dalle Autorità giudiziarie e di polizia dello Stato italiano, risultando così acquisito che, fermi i controlli di pubblica sicurezza sottesi all'ottenimento delle apposite licenze questorili previste dal Tulps, l'esercizio della raccolta del gioco non è impedito a soggetti privi di concessione italiana, legittimati ad operare nel mercato nazionale direttamente in forza dei principi europei di libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi". Snai Servizi evidenzia inoltre che "tale impostazione rappresenta una conseguenza della politica di espansione dell'offerta di gioco che persegue nei fatti una finalitù assorbente di esclusiva massimizzazione del gettito fiscale, ma ciò è sancito incompatibile con la persistenza di un regime di accesso a mercato contintentato. Nel consegue che il modello concessione (...) si è reso incompatibile con le condizioni che ne escludono legittimità se fonda il contingentamento sulla sola massimizzazione del gettito erariale: deve essere superato da un sistema a fonte abilitativa generale, nell'esercizio della libertà di stabilimento garantita dal diritto dell'Unione Europea".

I Monopoli nella risposta odierna hanno ribadito a Snai Servizi le attuali disposizioni di legge, già note all’associazione, e ritenuto la domanda irricevibile.

 

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