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Scommesse serie minori: Morando 'Divieto, nessun effetto contro illegalità'

  • Scritto da Sm

Il viceministro Morando risponde all'interrogazione di Si-Sel sulle scommesse nel calcio dilettantistico.

 

“Al riguardo, sentiti i competenti Uffici, si ritiene di osservare preliminarmente come la soluzione proposta (“modificare la normativa che ha esteso il gioco delle scommesse al settore dilettantistico”) non appare in grado di conseguire il risultato perseguito, atteso che le organizzazioni criminali si avvalgono di un sistema di scommesse illegali e i relativi flussi finanziari non transitano, quindi, per il circuito legale dei concessionari di Stato”. Lo sottolinea il viceministro all'Economia Enrico Morando risponde all'interrogazione di Si-Sel sulle scommesse nel calcio dilettantistico.

 

“È stato ampiamente dimostrato proprio dalla recenti inchieste della magistratura – ivi compresa quella citata nel testo del presente question time (Dirty soccer) – che le scommesse illegali connesse al cosiddetto match fixing vengono alimentate su reti di bookmakers stranieri o su siti illegali, quindi al di fuori del circuito concessorio nazionale. Pertanto, vietare la raccolta delle scommesse sulla serie D ai concessionari della rete regolare non avrebbe alcuna efficacia in relazione al fenomeno descritto. Dalle notizie di stampa relative all’inchiesta citata è, infatti, emerso che l’indagine ha preso avvio anche sulla base di una segnalazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli riguardo alla partita Juve Stabia-Lupa Roma, nell’ambito della collaborazione costante dell’Agenzia sia con le Autorità giudiziarie e le forze di polizia sia con l’apposita struttura costituita presso il Ministero dell’interno (Uiss). Tale segnalazione è stata possibile solo perché le scommesse relative a partite della lega Pro e della Serie D sono state incluse nel palinsesto ufficiale approvato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. In effetti, i flussi di gioco che transitano nella rete ufficiale dell’Agenzia sono tracciati e monitorati perché affluiscono al totalizzatore nazionale. Solo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, tramite il partner tecnologico (Sogei), possiede il totale della raccolta sulla rete italiana ed è in grado di controllare ogni singola giocata, l’avvenimento oggetto di scommessa, l’importo giocato, la quota offerta dai concessionari, data ora e luogo di vendita. Si noti, tra l’altro, come la possibilità di scommettere sulla Lega Pro e sulla Serie D sia stata introdotta dall’Agenzia a partire dal 10 ottobre 2014, mentre tra le partite oggetto della predetta inchiesta risulta un incontro di Serie D giocato nel mese di settembre 2014. Le combine erano, quindi, antecedenti all’allargamento del palinsesto ai campionati semiprofessionisti e dilettanti. Del resto, il volume di gioco sulle partite della serie D è estremamente ridotto, a conferma del fatto che i flussi anomali di scommesse sono incanalati o su reti estere o su reti parallele a quella dei concessionari di Stato. In conclusione, escludere la Serie D dal palinsesto ufficiale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli avvantaggerebbe soltanto le reti non ufficiali. L’inclusione della Lega pro e della Serie D nel palinsesto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli costituisce, invece, un’opportunità per i controlli e un ostacolo maggiore per chi organizza le combine, dato che i sistemi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli consentono di conoscere nel dettaglio gli elementi della giocata. Più in generale, il sistema di monitoraggio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli delle scommesse sportive (Gass) genera in automatico allert quando si registrano anomalie in relazione a un gruppo predefinito di parametri.

In questi casi, l’Agenzia invia una apposita segnalazione all’Uiss (Figc, procura della Figc, osservatorio sportivo). Questa attività è condotta anche in stretta collaborazione con i concessionari della rete dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che segnalano eventuali anomalie registrate sui propri sistemi”, conclude.  
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