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Zappelli (Cio): 'Corruzione nello sport, serve approccio multilaterale'

  • Scritto da Sara Michelucci

 Il mondo dello sport e i rappresentanti delle massime istituzioni europee a convegno a Roma si confrontano sul contrasto alla corruzione.

Roma - "Il ruolo dello sport nella società è fondamentale, con i principi dell'etica e della integrazione che sono alla base. Le organizzazioni sportive non possono da sole contrastare le attività criminali che coinvolgono lo sport. Per questo accogliamo con favore questo approccio multilaterale. All'interno delle Nazioni Unite c'è grande attenzione su questo".

Ad evidenziarlo è Paquerette Girard Zappelli, Chief Ethics and Compliance Officer, Comitato Olimpico Internazionale (Ioc), nel suo intervento al Seminario di Alto Livello sulla Corruzione nello Sport "Contrastare la corruzione nello sport. Verso una solida alleanza pubblico-privato nel quadro della Risoluzione Uncac 7/8. Lo scenario italiano", in programma a Roma oggi, 19 aprile.

"La lotta alla corruzione è centrale e non è accettabile passarci sopra. Colpisce anche le gare sportive, attraverso il doping o il match fixing. Quindi la corruzione dello sport colpisce due dimensioni. Le organizzazioni sportive sono state invitate dal Cio in una partnership a febbraio 2017. Questo è un elemento chiave nella lotta alla corruzione con un contributo da parte di tutti i soggetti coinvolti. Abbiamo bisogno di una forte collaborazione, perché le organizzazioni sportive non hanno una forza investigativa o sanzionatoria. Per questo è centrale la collaborazione con le autorità di polizia. In Italia è stato fatto molto in tal senso e rappresenta un esempio. Il Cio ha deciso di ampliare le sue iniziative anche al Comitato Olimpico", dice ancora Zappelli.
 

"Il tema della prevenzione e della lotta alla corruzione è fondamentale. Per questo occorre uno sforzo comune. La risoluzione europea 7/8 è un punto di partenza sicuramente importante", afferma Alfredo Durante Mangoni, Coordinatore attività internazionali anticorruzione.
 
 
Tiziana Beghin, Intergruppo Sport del Parlamento Europeo, in un video messaggio sottolinea: "L'intergruppo Sport di cui faccio parte come vicepresidente è un collante tra i vari stakeholder. Il tema della lotta alla corruzione è in cima alla nostra lista e abbiamo visto che c'è bisogno di maggiore collaborazione soprattutto nella lotta al matchfixing. Per i prossimi mesi è previsto un dossier che mette al centro la necessità di una lotta alle frodi sportive, partendo dalla risoluzione del Consiglio d'Europa".
 

"Ci siamo occupati per molto tempo della frode e corruzione sportiva e il Consiglio d'Europa è il padre della convenzione su tale tema. C'è un vicolo cieco però in Commissione europea, perché ci sono tanti interessi in gioco. Più ci sono interessi economici in gioco, più diventa complicato. Lavoreremo anche per creare una nuova convenzione per la tutela dei diritti umani nello sport, dato che spesso sono violati", aggiunge Zoran Veronvnik del Consiglio d'Europa.
 
Alexander Schischlik, Kazan Action Plan dell'Unesco, sottolinea: "La collaborazione anche per noi è centrale. Lo sport è qualcosa di molto vicino ad altri ambiti, per questo abbiamo bisogno di fronteggiare la corruzione sotto vari aspetti, trovando il modo per sederci in uno stesso tavolo di lavoro e tutelando l'autonomia dello sport affinché essa sia recepita.
Creare strumenti per fare questo, promuovendo l'integrità nello sport. Il pubblico non vuole pensare che ci sia qualcosa di illecito nello sport e per questo c'è bisogno di uno sforzo comune".
 
Per Ronan O'Lairie, Prevention and criminal justice officer "Il governo italiano ha innalzato e ampliato il problema della corruzione nello sport, dando un importante contributo. Abbiamo messo a punto sistemi adeguati per affrontare in maniera più efficace tale problema. Abbiamo voluto per questo muoverci unitariamente. Non c'è stato in passato un coordinamento sufficiente tra i vari stakeholder e dobbiamo promuovere tale approccio. Sappiamo come indagare la scena di un delitto, molto più complessa è l'indagine sulla frode sportiva, per questo c'è la necessità di mettere in campo forze e azioni diverse. Oltre a nuove norme. Parliamo di volontà politica, affinché la convenzione europea sia applicata. Bisogna riflettere anche su come affrontiamo un evento sportivo e quali sono i rischi prima o dopo lo stesso. Occorre affrontare anche la questione delle scommesse illegali, chi c'è e cosa c'è dietro la cosiddetta 'parte oscura del web'. Occorre rafforzare le regole per combattere tutto questo, guardando anche al futuro dello sport come valore per una società. Gli sport elettronici sono un aspetto su cui porre attenzione. Collaboreremo con il governo italiano su tutte queste questioni".
 
Per Mary Crane-Charef, Policy advisor global governance unit office of the Secretary-general, "la corruzione nello sport è un tema fondamentale e bisogna capire in che modo realizzare quanto messo su carta. Gestione di processi rischiosi e programmi di controllo sono elementi importanti che possono essere messi in atto, dando un segnale importante. L'approccio multi stakeholder lo adottiamo anche noi".
 
 
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