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Niente decreto Tria in Gazzetta, Adm: 'Test scommesse bloccati'

  • Scritto da Redazione

Vista la mancata pubblicazione in Gazzetta del decreto di Tria sulle nuove scommesse, l'Adm blocca i test. Saltano cash out e multiple sull'handicap asiatico.

Almeno per il momento, addio alle nuove regole per le scommesse, e niente “cash out” e multiple sull'handicap asiatico, a causa della mancata pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto firmato a febbraio dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria.

 

La notizia arriva dalla Direzione Giochi - Ufficio scommesse dei Monopoli di Stato che ha inviato ai concessionari e ai titolari di rete un'apposita comunicazione sulla chiusura dell'ambiente di test del protocollo di comunicazione Psqf 3.8 e Psqf 4.0.

"Stante la non avvenuta pubblicazione in Guri del nuovo decreto ministeriale di
regolamentazione delle scommesse sportive a quota fissa, a far data dal 5 agosto 2019 non saranno più disponibili in ambiente di test le versioni di protocollo Psqf 3.8 e 4.0.
Conseguentemente, e da considerarsi non più valida l'indicazione del 2 settembre 2019 come data di entrata in produzione dei citati protocolli. La versione di protocollo da utilizzare in produzione rimarrà, pertanto, l'attuale Psqf 3.7", si legge nella comunicazione dei Monopoli.


COSA PREVEDEVA IL DECRETO DI TRIA - Nel testo del decreto firmato da Tria figuravano la possibilità per i bookmaker italiani di pagare una scommessa ai giocatori, o di rinegoziarla, prima del termine dell'evento sportivo: si tratta del “cash out” , da tempo chiesto dagli addetti del settore.
Era prevista anche la possibilità per i concessionari di “accettare multiple sull'handicap asiatico", una speciale modalità di scommessa importata in Europa dal Far East con cui gli allibratori attribuiscono uno svantaggio o un vantaggio ad una squadra, per poter offrire una quota migliore.
Infine, il decreto prevedeva anche l'introduzione della modifica regolamentare all'errore materiale nelle quote, per cui il concessionario che rileva un errore nella quota per uno o più esiti di una o più tipologie di scommesse a quota fissa contenuti in una ricevuta di partecipazione accettata dal totalizzatore nazionale, poteva richiedere ad Adm il riconoscimento dello sbaglio.

 

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