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Ginestra (Agisco): 'I problemi delle agenzie di scommesse sui tavoli di Mef e Adm'

  • Scritto da Ca

Francesco Ginestra, presidente di Agisco, ha scritto al ministro Gualtieri, al sottosegretario Baretta e al direttore di Adm Minenna. 

 

 

Fase 2 e agenzie di scommesse. Francesco Ginestra, presidente Agisco - Associazione giochi scommesse, appunto, ha scritto al ministro dell’Economia e Finanza, Roberto Gualtieri, al sottosegretario al Mef, Pier Paolo Baretta e al direttore dell’Agenzia dogane monopoli, Marcello Minenna, facendo seguito “alla precedente nota del 3 aprile con la quale la scrivente Associazione,  rappresentativa delle piccole e medie imprese autorizzate e iscritte nei ruoli dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm) per la raccolta dei giochipPubblici per conto dello Stato, ha chiesto di avere una interlocuzione per apportare un contributo alla definizione delle opportune linee guida sanitarie che consentano la rapida riapertura dei locali di gioco, con la necessaria protezione per i clienti e con i conseguenti aiuti alle imprese affinché possano attuarle. Ribadendo la disponibilità ad un confronto, la presente per indicare alcuni provvedimenti urgenti e specifici di sostegno alla nostra realtà, nella considerazione che la gran parte della rete rischia di non poter riprendere l’attività quando terminerà il periodo di emergenza decretata dallo Stato per i condivisi motivi sanitari”.

Tanti i problemi sul piatto. Su tutti il canone di concessione e il contributo proroga. I concessionari hanno versato il canone del primo semestre 2020 (entro il 16 gennaio 2020) e il 50 percento della “proroga onerosa” disposta dal comma 1 dell’art. 24 del decreto-legge 26 ottobre 2019 n. 124 (entro il 31 dicembre 2020), oltre ad aver dovuto adeguare le garanzie previste dalle convenzioni di concessione. Detti versamenti saranno integrati con il canone di concessione del secondo semestre 2020 (entro il 16 luglio 2020) e con il rimanente 50 percento della proroga onerosa delle concessioni (entro il 30 giugno 2020).

Ma l’attività di raccolta scommesse è sospesa sin dall'8 marzo ai sensi dell’art. 2, punto 1 lettera c) del Dpcm del 08/03/20 e non è dato ancora sapere quando sarà possibile ricominciare l’attività di raccolta: “Alla ripresa dell’attività la raccolta non tornerà al livello precedente a causa della sospensione degli eventi sportivi sui quali scommettere, delle misure di contingentamento sociale che ridurranno gli afflussi nei locali di gioco e della crisi economica che ha ridotto sensibilmente la disponibilità dei giocatori - argomenta Ginestra - le imprese concessionarie, così come le imprese di gestione che operano per loro conto, si stanno indebitando per  far fronte alla sospensione dell’attività ed ancor di più si indebiteranno per poter adempiere a quanto sarà necessario fare per poter riprendere l’attività in sicurezza, un primo provvedimento concreto potrebbe essere quello di annullare le scadenze di pagamento di giugno e luglio di canone di concessione e del contributo per la proroga delle concessioni e di disporre che gli importi già versati siano considerati validi fino al 31 dicembre 2021, garantendo così un orizzonte temporale di 18 mesi per far fronte agli impegni assunti e da assumere”.

E sull’Imposta unica sulle scommesse e Prelievo unico erariale (Preu) sugli apparecchi da divertimento e intrattenimento (Adi)? “I vari provvedimenti sinora emanati  - prosegue il presidente Agisco - non hanno disposto la sospensione né la proroga dei versamenti dell’Imposta Unica sulle scommesse. Per il Preu è stata invece unicamente disposta la sospensione del calcolo forfettario previsto in caso di mancata lettura degli Adi, resosi necessario in seguito dello spegnimento dell’intero parco degli Apparecchi sul territorio nazionale. Riteniamo sia opportuno prevedere la sospensione  (o perlomeno una congrua rimodulazione) delle aliquote dell’Iu e del Preu per l’anno 2020, al fine, anche in questo caso, di dotare della necessaria liquidità le imprese per far fronte alla crisi”.

A rendersi necessaria è anche un’armonizzazione normativa degli orari delle attività di raccolta: “Considerando che alla ripresa dell’attività di raccolta sarà necessario contingentare gli ingressi nei locali di gioco - spiega Ginestra - è necessario che sia garantita la maggiore operatività possibile, superando i limiti definiti in maniera estemporanea e disomogenea da provvedimenti degli Enti locali (ad esempio a Roma e Milano l’attività è consentita solo per otto ore al giorno). È dunque necessaria l’emanazione di una norma nazionale che autorizzi l’attività per lo meno di 16 ore al giorno sull’intero territorio nazionale”.

Si sta palesando anche un problema di accesso al credito per le imprese operanti nel comparto dei giochi pubblici: “Da tempo gli istituti di credito rifiutano finanziamenti alle imprese che operano nel comparto facendo leva su specifici “codici etici” adottati, pur in presenza di rapporti bancari in essere e della sussistenza dei requisiti finanziari e patrimoniali delle imprese. È dunque necessaria l’emanazione di una norma nazionale che imponga al sistema bancario di concedere credito alle nostre imprese, ovviamente a fronte delle necessarie ed adeguate verifiche, ma senza una preclusione di natura ‘etica’”, concludono da Agisco.

 

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