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Sbc Digital Summit: Castaldo (Microgame), 'Multicanalità e attenzione al cliente'

L’intervista di Marco Castaldo, Amministratore Delegato di Microgame in occasione dell'SBC Digital Summit. 

 

Dopo aver partecipato con successo nel Digital Panel organizzato da Gioconews.it la scorsa settimana, Marco Castaldo, Ad di Microgame, interviene al primo Digital Summit lanciato da Sbc, società leader nel settore del gaming proprio per il confronto tra gli addetti dell’industria.

“Come in tutti gli eventi Sbc, mi aspetto una lista di speaker di prim'ordine inserita in una agenda coinvolgente e attuale. Ma sono anche incuriosito dal nuovo formato digitale e entusiasta di scoprire le possibilità in un incontro virtuale di questa dimensione. Complimenti a Sbc, che ha implementato un’innovazione di questo livello così rapidamente, era proprio quello di cui l’industria aveva bisogno di questi tempi e forse per un po’ sarà la regola. Noi di Microgame vogliamo far parte dell’esperimento, per supportare l’iniziativa e apprendere da essa”.

Qual è il principale consiglio che daresti a chi gestisce business di gioco per mitigare l’impatto del Covid-19?

“Il primo punto è una ovvietà: per ogni operatore retail la multicanalità è d’obbligo. Per chi opera già online, le parole chiave per me sono: portafoglio prodotti (un equilibrato mix di tutti i “verticals” è meglio, per tutti tranne che per una manciata di operatori), relazione con i giocatori e coinvolgimento (è il momento di imparare davvero come si sta vicino al vostro cliente). Quest’ultimo concetto è davvero forte, dal momento che la necessità di concentrarsi sull'aggiungere valore al tempo del cliente è la base di ogni strategia sostenibile di gioco. Le compagnie che imparano e internalizzano nuovi modi di compiere questo passaggio saranno in grado di guidare l’industria nel futuro”.

Cosa stai promuovendo al Summit SBC? “Come provider leader in Italia e pioniere nel multi-channel, ci riteniamo un punto di accesso a questo importante mercato regolato. Chiunque stia entrando o operando in Italia dovrebbe venire da noi per parlare dei servizi che possiamo offrire: dall’outsourcing completo su una consolidata piattaforma multi-channel alla migliore offerta del mercato in tutti i verticali. Anche se non c’è business da portare avanti a breve termine, siamo pronti a condividere la nostra visione di un mercato nel quale operiamo dal 1999. Come gestori del primo network di poker, inoltre, stiamo proponendo i nostri servizi anche in altri mercati. C’è una grandissima domanda per questo gioco adesso e Microgame porta con sé un prodotto testato e consolidato, accanto all'esperienza e alla capacità di gestire un network con tanti operatori. Infine, stiamo anche esportando il nostro modello di sportbook a livello internazionale”.

Quale innovazione attirerà maggiormente l’attenzione nel 2020? “Credo che per i leader di qualunque industria, la strategia determina le scelte tecnologiche. Quindi io ritengo che la vera innovazione è quella che impatta il modello di business, e le modalità di accesso al mercato. All’interno di questo, se parliamo di singole tecnologia, mi chiedo: con il Covid e il suo impatto a lunga durata, è finalmente arrivato il tempo della realtà virtuale nell’industria del gioco?

Quale operatore ti ha colpito di più nel 2020? “Piuttosto di indicare un singolo operatore, che sarebbe scorretto verso tanti altri, rovescerei la domanda: Dove dobbiamo guardare per lo sviluppo? Dalla mia prospettiva, che è forse un po’ selettiva dal punto di vista geografico, l’industria è lontana da dove dovrebbe essere e  ha bisogno di lavorare molto di più verso una posizione unitaria. I singoli operatori emergeranno sempre ma solo quando saremo riconosciuti come una industria gestita con professionalità e con valori etici, potremo contribuire a una corretta ed equilibrata agenda politica e regolamentare per il settore giochi”.

Quale alleanza è emersa nel settore scommesse nell’ultimo anno? “Due tipologie di accordi mi interessano in particolare. Il primo è l’entrata di grandi operatori finanziari nell’industria dei dati sportivi. Questo sta portando a investimenti in strategie competitive che hanno già avuto un impatto su operatori con proprio sportbook, come Microgame. Per me è un trend positivo. Poi abbiamo operatori che si stanno fondendo con player B2B. Vedremo sempre più questo genere di accordi, dal momento che l’industria si sta consolidando a livello internazionale e che gli operatori leader comprendono di aver necessità di un solido strumento B2B per risultare efficaci nelle loro strategie globali”.
Quali parti del programma di Sbc Summit ti interessano maggiormente? “Come al solito, ci sono molti panel interessantissimi. Ne seguirò il maggior numero possibile”, conclude Castaldo.

 

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