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Il cambiamento è sempre precursore di opportunità?

  • Scritto da Ludovico Calvi

Oltre al Covid- 19, il 2020 ha portato una serie di considerevoli cambiamenti globali, anche per il settore del gioco.

Come tante comunità, anche le imprese di gioco stanno affrontando i cambiamenti tecnologici e sociali che hanno avuto effetti radicali e profondi sulla vita dei consumatori. La domanda per la classe dirigente del settore è se il comparto è in grado di affrontare questa sfida che ha pochi precedenti.
Il divario tra ricchezza e povertà si è ampliato negli ultimi anni e ancora di più durante la pandemia, creando condizioni sociali estreme e disordini in tutti i continenti, con un impatto ancora più negativo sugli individui con gravi disagi economici.
Mentre sempre più governi sono chiamati a regolamentare il gioco oppure ad accelerare i processi di regolamentazione già in corso, per produrre entrate erariali aggiuntive ed indispensabili nel processo di rilancio dell’economia, l’intero comparto è chiamato a una grande prova di maturità.

Per questo motivo è fondamentale un maggiore impegno verso la responsabilità sociale e la sostenibilità da parte di tutti gli attori in causa, sia nel pubblico che nel privato. Gli ultimi dodici mesi hanno risvegliato in tutti noi una coscienza sociale di solidarietà, giustizia e responsabilità verso il prossimo che sembrava sopita e che ci porterà possibilmente ad avvalerci degli stessi valori come metro di giudizio dell’operato delle persone e delle aziende.
Iniziative interne o esterne alle organizzazioni, relative alla salvaguardia della diversità, inclusione e genere saranno sempre più rilevanti, in un contesto di mercato in continua evoluzione e impegnato a rimettere al centro di gravità l’individuo e dinamiche di giustizia sociale.
 
Inoltre, l'accelerazione del processo di digitalizzazione ha modificato i comportamenti dei consumatori e determinato nuove abitudini al consumo, che vanno consolidandosi, e che anche dopo la crisi, metteranno le aziende in condizione di riemergere ed affrontare le nuove sfide di mercato in maniera più efficace.
Il cambiamento nell’abitudine al consumo, passando dal commercio al dettaglio a quello elettronico, è del tutto evidente ed è stato accelerato per effetto della pandemia. Oggi abbiamo l'opportunità di sfruttare in maniera efficace le nuove tecnologie e l'intelligenza artificiale, che consentono di preservare la relazione tra le persone e le comunità, soddisfacendo così anche le nostre esigenze primarie di singoli consumatori.
Infatti, ciò che è cambiato radicalmente è la rapidità con la quale molte aziende che hanno operato sempre attraverso canali di distribuzione tradizionali si sono letteralmente affrettati ad investire strutturalmente sullo sviluppo dei canali digitali.
 
Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una vera e propria rivoluzione con tantissime aziende di gioco, organizzazioni sportive, media, regolatori e soggetti istituzionali, così come le federazioni sportive che hanno utilizzato i servizi digitali per interagire direttamente con il proprio target di riferimento. Questa evoluzione nella comunicazione digitale è spesso avvenuta attraverso live streaming combinato con sessioni interattive, giornate a tema con contenuti personalizzati e presentazioni registrate.
Anche se negli ultimi anni gli applicativi sviluppati con intelligenza artificiale e nuove tecnologie sono stati ampiamente disponibili, solo negli ultimi mesi sempre più aziende li hanno implementati con efficacia nelle loro operation quotidiane al servizio dei loro consumatori. È opinione diffusa, infatti, che in termini di consumo digitale, il mondo sia balzato avanti di cinque anni in pochi mesi da quando la pandemia ha colpito.
 
Abbiamo riscontrato cambiamenti in ambito sociale anche nella nostra vita professionale attraverso lo smart working, che fa parte di una serie di misure solide ma flessibili mirate a garantire la continuità di business.
La domanda che ci poniamo è se così come i luoghi di lavoro anche gli ambienti pubblici saranno assoggettati a cambiamenti radicali, e mi chiedo se la gente, per esempio, tornerà presto negli stadi e anche dopo la pandemia.
La mia impressione è che anche l’intrattenimento sportivo possa evolvere da un approccio “uno a tanti” a un modello “uno a uno” - organizzatore verso singolo consumatore - con la personalizzazione dei contenuti fornita tramite canali digitali.
Il cambiamento nelle abitudini al consumo di intrattenimento sportivo potrebbe anche influenzare il settore delle scommesse sportive e il modo in cui prodotti e servizi vengono erogati.
Poiché le scommesse sportive compaiono sempre più spesso in cima alle agende delle autorità di regolamentazione a livello globale, ove possibile anche solo per rivalutare le politiche fiscali esistenti al fine di mitigare l'effetto della pandemia sull’economia, ritengo che l'industria del gioco sarà in grado di uscire dalla tempesta attuale con molte più opportunità che minacce.
 
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