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Padova, assolto Ctd collegato a bookmaker estero: 'Fatto non sussiste'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il tribunale di Padova assolve il titolare e il gestore di un Ctd collegato a un bookmaker estero, il commento dell'avvocato Michele Savarese.

 

Il Tribunale di Padova ha assolto “perché il fatto non sussiste” il titolare e il presunto gestore di un centro trasmissione dati collegato a StanleyBet.

I fatti risalgono al mese di novembre del 2018, gli imputati erano accusati di esercitare la raccolta di scommesse in assenza di licenza e di aver continuato ad esercitare tale attività anche dopo l’ ordinanza del Questore di Padova che ne aveva ordinato la cessazione.

Nel processo, il difensore di fiducia, l’avvocato Michele Savarese del foro di Ragusa, ha rappresentato, come riferisce egli stesso, che” il bookmaker maltese è stato oggetto di una pacifica giurisprudenza sia comunitaria che nazionale che ne ha riconosciuto la legittimità ad operare sul territorio nazionale in quanto discriminato dai bandi di gara per l’ ingresso nel settore della raccolta dei giochi e delle scommesse che, com’ è noto, sono stati riconosciuti in contrasto con gli artt. 49 e 56 del Trattato di funzionamento dell’Unione Europea”.

“Un processo che non doveva neanche iniziare”, commenta Savarese. “Il bookmaker straniero con cui erano collegati gli imputati, è pienamente legittimato ad operare sul nostro territorio nazionale, del resto sono note le sentenze della Corte di Giustizia dell’ Unione Europea, ex multis Costa Cifone del 2012, Biasci del 2013 e Leazza del 2016 che hanno chiaramente affermato che la StanleyBet opera sul mercato italiano tramite centri di trasmissione dati a causa delle discriminazioni subite in base alle quali le è stato impedito di partecipare alle procedure pubbliche per il rilascio della concessione statale per la raccolta di scommesse.

Speriamo che questa ennesima pronuncia assolutoria possa contribuire ad evitare altri inutili procedimenti che non hanno nulla di penalmente rilevante e costringono onesti cittadini a rimanere per anni in attesa di una sentenza che non può che essere di assoluzione”.

 

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