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Tar Bologna: 'Verificare effetto espulsivo gioco a Reggio Emilia'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il Tar Bologna non decide sulla chiusura di una sala scommesse a Reggio Emilia e dispone di verificare l'effetto espulsivo ai sensi delle norme comunali e regionali.

Il Collegio ritiene necessario disporre una "verificazione" che chiarisca se "tenuto conto della conformazione naturale e della disciplina urbanistica vigente nel Comune di Reggio Emilia, l’applicazione del criterio della distanza dai siti c.d. sensibili individuati nell’art. 6 comma 2 bis, della legge della Regione Emilia Romagna n. 5 del 2013, come modificato dall’art. 48 della legge regionale n. 18 del 2016, così come attuato dalle deliberazioni della Giunta Regionale oggetto di impugnazione (n. 831 del 12 giugno 2017 e n. 68 del 21 gennaio 2019), determini che non sia in assoluto possibile la localizzazione sull’intero territorio comunale delle sale gioco e delle sale scommesse" e "comunque, quale sia la percentuale di territorio in cui tale preclusione verrebbe ad operare". Inoltre, c'è da verificare se "tenuto conto di tutte le sale gioco e le sale scommesse autorizzate ed in esercizio in ambito comunale alla data di entrata in vigore della legge regionale n. 18 del 2016, nonché della 'mappatura dei luoghi sensibili' realizzata dall’amministrazione comunale, l’applicazione della disciplina volta alla c.d. delocalizzazione dell’attività nello stesso territorio comunale ne consentisse, nei termini ivi fissati, il trasferimento e la prosecuzione in altro sito idoneo, contestualmente ad analogo trasferimento da attuarsi da parte degli altri operatori
economici destinatari del medesimo divieto di legge, anche alla stregua della zonizzazione vigente nel territoriale comunale e/o di altri atti, generali o di pianificazione, dell’amministrazione comunale utili all’individuazione di aree idonee allo scopo".

Queste le richieste che hanno portato la sezione di Bologna del Tar a non decidere definitivamente sul ricorso presentato da una società titolare di due sale scommesse ubicate a Reggio Emilia, rappresentata dagli avvocati Luca Giacobbe e Matilde Tariciotti, contro il Comune di Reggio Emilia e contro la Regione Emilia Romagna, con il quale si chiede di annullare la delibera della giunta comunale con cui si effettua la mappatura dei luoghi sensivili e degli esercizi prevista dalla legge regionale sul gioco; oltre che la delibera con cui si prevedono le modalità applicative del divieto alle sale gioco e sale scommesse e alla nuova installazione di apparecchi per il gioco d'azzardo lecito.

Oggetto del contendere, spiegano i giudici nella sentenza non definitiva, è "la legittimità dei provvedimenti con cui il comune di Reggio Emilia ha effettuato (ai sensi dell’art. 6 comma 2-bis L.R. 5/2013) la mappatura dei luoghi sensibili presenti nel territorio comunale e ricompreso le due sale giochi della ricorrente (una della quale poi aveva chiuso volontariamente Ndr) tra quelle ubicate a distanza inferiore al limite distanziale di 500 mt".

Quanto alla delocalizzazione, osservano i giudici, "la società ricorrente ha fornito come suo onere elementi di prova a sostegno della particolare esiguità di tali aree (pari allo 0,04 percento) idonee mentre l’Amministrazione comunale non ha per contro allegato specifici elementi atti a confutare la prospettazione attorea".

L'incarico istruttorio è stato affidato al Direttore del Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito –Dabc del Politecnico di Milano.

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