Stop Destroying Videogames, il Parlamento UE apre il confronto

Scritto da Daniele Duso
Il movimento Stop Destroying Videogames prosegue la sua attività con l’audizione congiunta Imco‑Juri‑Peti il 16 aprile: al centro diritti dei consumatori, proprietà digitale e tutela dei videogiocatori europei.

L’iniziativa dei cittadini europei “Stop Destroying Videogames”, in programma il 16 aprile alle 11.00 torna all’attenzione dell’Europa. L’iniziativa, presentata ufficialmente il 26 gennaio 2026, e ora all’attenzione del Parlamento Europeo, chiede regole chiare per impedire ai publisher di rendere i videogame inutilizzabili dopo la vendita o la concessione in licenza. Secondo il testo dell’iniziativa, l’obiettivo è garantire che i giochi “rimangano funzionali anche quando termina il supporto ufficiale”.

Una richiesta che nasce da anni di proteste dei consumatori contro la pratica di disattivare server, funzioni online o interi titoli, lasciando gli utenti senza accesso a prodotti regolarmente acquistati. La questione tocca temi centrali per il mercato digitale: diritti dei consumatori, proprietà dei contenuti, licenze d’uso e conservazione delle opere videoludiche. L’iniziativa sottolinea che molti publisher mantengono il controllo totale sul funzionamento dei giochi, potendo “decidere come vengono usati e mantenuti”. Durante l’audizione, i promotori presenteranno le loro preoccupazioni, mentre i deputati discuteranno con la Commissione europea i possibili passi successivi. L’incontro rappresenta un momento chiave per il futuro della regolazione del gaming nell’Unione.

DIRITTI DIGITALI E PROPRIETÀ: L’INIZIATIVA CHIEDE TUTELE PER I GIOCATORI EUROPEI

L’iniziativa “Stop Destroying Videogames” nasce da un problema sempre più diffuso: la disattivazione dei videogame dopo la fine del supporto. Secondo i promotori, questa pratica “solleva interrogativi sui diritti dei consumatori, sulla proprietà e sulle licenze”. Molti titoli moderni richiedono connessioni costanti ai server del publisher. Quando questi server vengono chiusi, il gioco diventa inutilizzabile. L’iniziativa denuncia che ciò avviene anche per titoli acquistati a prezzo pieno, trasformando il concetto di proprietà digitale in un terreno incerto.

La proposta chiede che i publisher siano obbligati a lasciare i giochi in uno stato “funzionale (giocabile)”, anche senza supporto attivo. Non si chiede di mantenere server o servizi, ma di garantire che il software possa continuare a funzionare offline o tramite soluzioni alternative. Il tema è cruciale anche per la conservazione culturale. I promotori ricordano che i videogame sono opere creative uniche, non sostituibili. La loro distruzione rappresenta una perdita storica e culturale. L’audizione congiunta delle commissioni Imco, Juri e Peti permetterà ai parlamentari di valutare l’impatto della proposta e di interrogare la Commissione sulle possibili iniziative legislative. Il confronto potrebbe aprire la strada a nuove norme europee sulla tutela dei contenuti digitali.

VERSO UNA REGOLAZIONE EUROPEA: COSA PUÒ SUCCEDERE DOPO L’AUDIZIONE

L’audizione del 16 aprile rappresenta un passaggio formale ma decisivo. I promotori avranno l’occasione di illustrare le loro richieste, mentre i deputati discuteranno con la Commissione europea le possibili risposte. La Commissione dovrà valutare se proporre nuove norme, avviare iniziative non legislative o spiegare perché non intende intervenire. L’iniziativa, infatti, obbliga Bruxelles a prendere posizione. Il dibattito potrebbe influenzare il futuro del gaming europeo, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei giochi online, la chiusura dei server e la trasparenza delle licenze.

La domanda centrale è semplice: un consumatore che acquista un videogioco ha diritto a usarlo per sempre? L’iniziativa sostiene che i publisher non dovrebbero “rendere i videogame inutilizzabili dopo la vendita”. Una posizione che trova crescente consenso tra i giocatori, soprattutto dopo casi recenti di titoli disattivati senza alternative. Il Parlamento discuterà anche il ruolo della proprietà digitale, un tema sempre più rilevante in un mercato dominato da servizi online, patch obbligatorie e licenze revocabili. L’esito dell’audizione potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase per la regolazione del settore videoludico in Europa, con effetti diretti su publisher, piattaforme e consumatori.

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