Studio Finaosta, porteurs e ruolo della Regione: Casinò sotto i riflettori del Consiglio Valle
All’ordine del giorno del consiglio regionale della Valle d’Aosta dell’11 e 12 febbraio ci sono tre atti riguardanti il Casinò Saint Vincent e il ruolo di controllo della Regione nei confronti delle Partecipate.
Stato di perfezionamento dello studio affidato a Finaosta, per conto della Regione, per eventuali soluzioni di privatizzazione del Casinò e strutture alberghiere connesse; esercizio del ruolo di indirizzo, coordinamento e monitoraggio della Regione autonoma Valle d’Aosta nei confronti delle società partecipate; gestione dei clienti importanti e ruolo dei cosiddetti “porteurs” presso il Casinò di St. Vincent.
Sono tanti i temi degli atti che riguardano da vicino il Casinò all’ordine del giorno del consiglio regionale della Valle d’Aosta in programma per mercoledì 11 e giovedì 12 febbraio.
Ma vediamo nel dettaglio i singoli atti d’interesse.
Innanzitutto, l’interrogazione – 65/XVII, che vede come primo firmatario Alberto Zucchi, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, ma conta il supporto di colleghi dei gruppi La Renaissance Valdôtaine e Lega Vallée d’Aoste. Richiamato “il programma di governo che contiene un indirizzo politico finalizzato all’eventuale privatizzazione del Casinò della Vallée e delle strutture alberghiere connesse” e atteso che “su tale tema è stato affidato nella precedente legislatura un incarico alla società Ernest & Young che ha sviluppato delle linee guida per il rilancio della Cava Spa e, all’interno delle quali, sono state evidenziate delle soluzioni anche incentrate su affidamenti della gestione a privati in concessione”, in consiglieri interrogano il presidente della Regione, Renzo Testolin, per conoscere se “lo studio Ernest & Young datato 2024 deve essere considerato superato o quantomeno aggiornato da ulteriori valutazioni nel frattempo elaborate dalla società subentrante incaricata da Finaosta; se, in caso affermativo alla precedente domanda, tale studio è stato definito e perfezionato”.
Inoltre, l’interrogazione menziona una “riunione di maggioranza” che si sarebbe tenuta alla fine del 2025, e che ad un certo punto avrebbe riguardato anche l’aggiornamento delle soluzioni riferite al tema in oggetto in presenza di Finaosta e dei consulenti nel frattempo subentrati ad Ernest & Young. Su questo punto i consiglieri “aldilà del perfezionamento dello studio”, chiedono se “i contenuti degli aggiornamenti su tale tema siano stati esposti ai consiglieri di maggioranza nella riunione”.
L’interrogazione sul ruolo della Regione nei confronti delle società partecipate, a prima firma del consigliere Fulvio Centoz (Partito democratico), invece parte dalla risposta data dal presidente Testolin nell’adunanza del 28 e 29 gennaio all’interpellanza del dem sui controlli al Casinò Saint Vincent e in particolare dalla frase: “Non è compito del Governo regionale sostituirsi all’organo amministrativo della Società, il quale opera nell’autonomia gestionale e decisionale riconosciutagli dalla legge e dallo statuto societario. Ogni attività di gestione e controllo rientra pertanto nella responsabilità degli organi della società”.
Quindi, considerando che “il rispetto formale delle disposizioni normative in materia di società partecipate costituisce un presupposto necessario ma non sufficiente per garantire un efficace esercizio del ruolo di socio pubblico”, Centoz e altri consiglieri interrogano la Giunta regionale per sapere: “Quali strutture dell’Amministrazione regionale sono oggi titolari dei rapporti con le società partecipate della Regione e per quali funzioni specifiche (indirizzo, monitoraggio, supporto tecnico, controllo); se la Struttura ‘Controllo delle società e degli enti partecipati’ costituisce l’unico punto di raccordo tra la Regione, in qualità di socio, e le società partecipate, oppure esistono ulteriori canali informativi o funzionali attivati tramite altri dipartimenti o strutture regionali; quali informazioni periodiche le società partecipate trasmettono alla Regione, a quali strutture regionali sono indirizzate e se tali informazioni vengono trasmesse, in forma strutturata, alla giunta regionale; se esiste una modalità strutturata di sintesi delle informazioni provenienti dalle società partecipate finalizzata a supportare le decisioni della giunta regionale in qualità di socio pubblico e, in caso affermativo, quale struttura ne è responsabile”.
Corrado Bellora, della Lega Vallée d’Aoste, propone un’interpellanza sottoscritta anche dai consiglieri del gruppo La Renaissance Valdôtaine, traendo spunto dal procedimento penale iscritto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Aosta, nell’ambito del quale sono stati perquisiti i locali della Casa da gioco e sono stati sottoposti a indagini preliminari, allo stato, due suoi dipendenti.
In questo caso, i quesiti posti alla giunta regionale sono i seguenti: “Come vengano gestiti, dal Casinò di Saint Vincent, i cosiddetti ‘porteurs’, se essi abbiano rapporti diretti con la dirigenza o con altre strutture dell’azienda; dato per scontato che detti ‘porteurs’ siano dei liberi professionisti con partita Iva, come costoro vengano retribuiti dalla Casa da gioco, se abbiano una percentuale sulle giocate dei loro clienti e/o se essi dispongano di aperture di credito da ‘girare’ ai suddetti clienti; in caso di risposta positiva alla domanda, quali siano gli accorgimenti ai fini di evitare aggiramenti della normativa anti riciclaggio, posto che un credito rilasciato a una persona viene ‘girato’ ad altre; se la Presidenza della Regione, in qualità di rappresentante della proprietà del Casinò, sia informata dall’Amministratore Unico circa detti rapporti e se, in ogni caso, intenda vigilare su di essi a tutela del rispetto della legalità all’interno di un’azienda di sua proprietà”.