Tar Lazio: ‘Classificazione ippodromi e metodo Ahp, Masaf consenta l’accesso agli atti’

Scritto da Francesca

Il Tar Lazio accoglie il ricorso del gestore dell’ippodromo di Modena e ordina al ministero dell’Agricoltura di consentire l’accesso agli atti inerenti la procedura di classificazione degli ippodromi e relativi all’applicazione del metodo Ahp.

Il Tar Lazio, come già fatto nel maggio dello scorso anno, torna ad accogliere il ricorso proposto dalla Società modenese per esposizioni, fiere e corse di cavalli -che attualmente gestisce l’ippodromo della Ghirlandina – contro il ministero dell’Agricoltura per l’annullamento del diniego di accesso agli atti inerenti la procedura di classificazione degli ippodromi nazionali e relativi ai“vari passaggi applicativi del metodo Ahp”, modello decisionale multicriterio Analytic hierarchy process

Secondo la ricorrente, si tratterebbe nella sostanza di “un diniego del tutto immotivato e illegittimo” e anche i giudici amministrativi capitolini sono dello stesso parere.

Nella sentenza difatti si legge: “L’esercizio della discrezionalità si consuma nella scelta di un modello di gara o di selezione di beneficiari delle proprie iniziative; una volta che l’Amministrazione ha liberamente prescelto un determinato metodo di classificazione di enti, progetti, proposte o soggetti ai fini dell’individuazione di privati in favore dei quali condurre l’esercizio di attività concessorie o di affidamento di contratti, l’applicazione del metodo prescelto rientra nella fase pienamente tecnica ed esecutiva di natura procedimentale e, sul piano del diritto di accesso, ciò comporta che gli interessati devono poter conoscere interamente tutti i presupposti (tecnici e documentali) dai quali dipende l’applicazione in concreto del modello eletto dall’Amministrazione (specie se nella sua applicazione esso presuppone valutazioni di tipo discrezionale-tecnico, le quali devono essere rese con motivazione trasparente e dunque devono potersi evincere dal contesto documentale).

Da quanto sin qui esposto discende, pertanto, che il ricorso è fondato e come tale merita accoglimento, con obbligo per l’Amministrazione di consentire l’accesso agli atti ed ai documenti richiesti con la nota di cui in epigrafe entro il termine di giorni trenta dalla comunicazione della presente sentenza o, se anteriore, dalla notifica della sentenza di cui è onerata parte ricorrente la quale la eseguirà presso il domicilio reale dell’Ufficio competente a mani del suo dirigente responsabile oltre che presso l’Avvocatura”.