Videogiochi e apprendimento: nuove evidenze sul potenziale cognitivo dei giochi musicali

Scritto da Daniele Duso
Uno studio internazionale mostra come i videogiochi basati sul ritmo possano migliorare attenzione, linguaggio e abilità cognitive nei bambini.

I videogiochi basati sul ritmo potrebbero diventare strumenti educativi utili per migliorare attenzione, linguaggio e abilità cognitive nei bambini. È questa la sintesi del lavoro condotto dalla neuroscienziata Florencia Assaneo, che studia come la sincronizzazione tra movimento e suono influenzi l’apprendimento.

La ricerca nasce in un contesto segnato dalla crisi educativa dell’America Latina, dove i risultati scolastici mostrano un calo costante. E le difficoltà educative hanno effetti che vanno oltre la scuola.

La situazione dell’istruzione primaria in America Latina è definita “critica” da Eclac, Unesco e World Bank. In Messico, i dati del Programme for international student assessment del 2022 evidenziano performance molto inferiori alla media internazionale, con ricadute sulla salute mentale e sulle opportunità future dei giovani.

SINCRONIZZAZIONE RITMICA E APPRENDIMENTO
La ricerca è stata svolta dalla neuroscienziata Florencia Assaneo, in collaborazione con il Research Fellow, analizza la capacità dei bambini di coordinare movimenti e suoni. “I bambini che sincronizzano meglio il ritmo mostrano prestazioni cognitive più elevate”, spiega la neuroscienziata. Studi degli ultimi dieci anni confermano che la sincronizzazione ritmica è legata a abilità fondamentali come lettura, rapidità di elaborazione, consapevolezza fonologica e denominazione rapida. Il progetto studia quando queste capacità emergono e quanto siano modificabili attraverso strumenti digitali interattivi, individuando la fase di sviluppo più sensibile al training.

VIDEOGIOCHI E SISTEMA DI RICOMPENSA
Il team utilizza la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per osservare le aree cerebrali attive durante la sincronizzazione ritmica. Le stesse regioni si attivano durante il gioco digitale. “Se i circuiti della ricompensa rispondono al ritmo come ai videogiochi, possiamo potenziare queste abilità con strumenti interattivi”, afferma Assaneo. L’obiettivo è creare un videogioco open‑access in cui i bambini sincronizzano tocchi o movimenti con la musica, avanzando tra livelli e ricompense. Un modello pensato per paesi a basso reddito, dove le risorse educative sono limitate.

COLLABORAZIONE TRA SNF E UNAM
Il progetto nasce nei laboratori della Unam di Querétaro, in collaborazione con il Snf Global Center for Child and Adolescent Mental Health. Il team unisce neuroscienze, psicologia, fisica, ingegneria e data analysis. “Il sostegno del Snf ci permette di trasformare la ricerca di base in strumenti utili per la vita quotidiana”, sottolinea Assaneo.

Se il progetto pilota avrà successo, la fase successiva sarà più ambiziosa: sviluppo tecnologico, implementazione nelle scuole e valutazione su larga scala. La collaborazione internazionale è considerata essenziale per creare soluzioni scientificamente solide e realmente utili alle comunità locali.

Crediti fotografici @Boris Misevic (Unsplash)