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Baldazzi (Eurispes): 'Esports grande strumento educativo'

  • Scritto da Ca

Alla presentazione del libro sugli sport elettronici edito da Gn Media, Alberto Baldazzi (Eurispes) evidenzia ruolo degli esports come strumento educativo per le nuove generazioni.

 

Terni - "Siamo qui per imparare perché Eurispes analizza sociologicamente da anni i giochi ma sugli esports dobbiamo fare studi e approfondimenti. Il tempo corre veloce, i Millennials iniziano ad invecchiarsi e sulla rete il tempo corre ancora più velocemente. Per questo dobbiamo imparare e approfondire un tema in continua evoluzione. Siamo in una fase in cui riceviamo tantissimi stimoli: come si modifica la nostra antropologia, il nostro modo di essere? Non possiamo sottovalutare queste evoluzioni che per noi sono fondamentali".

Ne è convinto Alberto Baldazzi, responsabile ricerca Eurispes, intervenuto al convegno di presentazione del libro "Esports, un universo oltre il videogioco" (edito da Gn Media) oggi, 22 ottobre a Terni.

 

"Ma passiamo al gioco: il gioco non è un gioco! Che sia così diffuso sembra quasi che sia parte della modernità. Ma in realtà è stato fondamentale in tutte le ere e in tutte le società. Alcidiade, grande ateniese, pretendeva di vincere tutte le gare perché il potere veniva determinato anche dai giochi olimpici. Significa che dobbiamo guardare alle modifiche del settore del gioco. In Italia nel 2018 si sono giocati 106 miliardi e se ne sono persi meno di 18. Un bene o un male? È un dato che certifica come il gioco sia insito nella nostra natura.
Gli esports, invece, sono puro divertimento che poi si possono trasformare in professionismo. Noi non giudichiamo, altrimenti partiamo da un pregiudizio. Dobbiamo capire se esistono delle specificità che possano eliminare eventuali negatività visto che già si parla di poca socializzazione e assenza di attività fisica. Io penso che se studiamo e analizziamo bene tutto gli esports possano servire come enorme strumento educativo", conclude Baldazzi.
 
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