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Esports & solidarietà, da Corsair un aiuto concreto a Save The Children

  • Scritto da Redazione

Il club professionistico ha contribuito alla campagna in favore di Save The Children: ottima risposta di pubblico e oltre 100.000 euro raccolti tra tutti i partecipanti.

 

Il movimento Esports in Italia continua a crescere e a coinvolgere sempre più appassionati e tifosi. Milioni di persone seguono i tornei e le competizioni dei player professionisti, e sempre più sponsor decidono di investire in questo business. Un mondo in continua espansione che ha deciso di sfruttare la propria popolarità e il proprio bacino di utenti anche per fare del bene: la settimana scorsa è andata in scena, tramite una serie di eventi live su Twitch, la raccolta fondi organizzata da Corsair in favore di Save The Children. Grande protagonista il Team Exeed, tra i primi club professionistici di Esports in Italia di cui Corsair è sponsor, che ha partecipato in prima persona all’evento con il suo fondatore Federico Brambilla e i player del team di Fortnite.

Un messaggio importante, si legge in una nota, mirato a coinvolgere le generazioni più giovani e sensibilizzarle sui problemi che affliggono molti loro coetanei nel mondo. La dimostrazione che gli Esports possono raggiungere quella fetta di pubblico, rappresentata dalla Generazione Z, altrimenti difficilmente intercettabile da altre realtà.

E la risposta è stata immediata e di grande successo: la raccolta totale tra tutti i partecipanti è stata di oltre 100.000 euro, avvenuta tramite donazioni al link su Twitch. Davvero un risultato inaspettato, al quale ha contribuito anche Exeed con il suo fondatore Federico Brambilla, tra i primi a credere nell’iniziativa insieme ad altri team e pro-player sponsorizzati Corsair: durante la diretta di Exeed, durata circa sei ore, si sono contati più di 15.000 utenti unici e 24.000 visualizzazioni.

“Ringrazio Corsair e faccio i complimenti per l’iniziativa, ci tenevo molto a partecipare e sensibilizzare la community degli Esports, soprattutto quella più giovane di Fortnite, su un tema così delicato come quello legato ai problemi dell’infanzia e dell’adolescenza. Save The Children da sempre si batte per tutelare i bambini, e quindi quale movimento migliore se non quello dei videogiochi, che parla proprio ai giovanissimi, per far capire ai nostri ragazzi che fuori dalle loro case c’è un mondo che ha bisogno di aiuto?”, dichiara Federico Brambilla, che ha partecipato alle sei ore di diretta venerdì 31 luglio.

“Era un’attività così sentita, che ho voluto metterci la faccia. È giusto che il mondo Esports sfrutti la propria popolarità e la propria potenza comunicativa per fare del bene. Siamo un movimento giovane, fatto di giovani e che parla ai giovani: rappresentiamo il futuro, quel futuro che purtroppo non tutti hanno e che vogliamo invece contribuire, nel nostro piccolo, a creare”.

 

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