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Binetti (Udc): 'Per il gioco arrivi il momento della concretezza'

  • Scritto da Amr

La senatrice Udc Paola Binetti auspica maggiore concretezza, in materia di gioco, nella 18esima legislatura.

Che fine farà la riforma del gioco, portata avanti nella passata legislatura? E quali politiche ci si aspetta vengano portate avanti dal nascente governo e dal Parlamento italiano? Sono i quesiti posti, nel numero di aprile della rivista Gioco News, a tre politici che nelle aule di Camera e Senato si sono già occupati di gioco. Dopo Franco Mirabelli (Pd) e Matteo Mantero (M5S) la parola alla senatrice dell'Udc Paola Binetti. 

 

“Il governo uscente ha seguito politiche ondivaghe e inconcludenti, riuscendo a scontentare tutti: concessionari, operatori e chi avrebbe voluto garantire ai giocatori misure più prudenti e in grado di prevenire patologie o il ricorso all'usura. L'esecutivo non ha mantenuto nessuna delle promesse che aveva fatto, volendo seguire una linea di ascolto di tutti non ha creato nessuna soluzione  efficace. Quello che accadrà dipende dalla domanda chiave: chi avrà potere di intervento? Nella battaglia che ho condotto a 360 gradi contro il gioco non ho trovato nel partito di maggioranza la giusta attenzione, ma per esempio il M5S sono stati attenti e critici. Io non spero che governino loro, ma chiunque lo farà troverà, sul gioco, la sponda mia e loro. Da parte mia ho già ripresentato il mio disegno di legge sul gioco che prevede la tutela dei giocatori, la riduzione della pubblicità, l'aumento della formazione e dell'informazione, dato che quello che fa attualmente l'Adm non ha nulla di formativo. Si tratta di un Ddl frutto del dibattito accumulato nella legislatura precedente”.

Negli ultimi anni le Regioni hanno varato molti provvedimenti restrittivi sul gioco. A suo modo, orari e distanze sono utili per prevenire il gioco patologico?

“Su orari e distanze si era arrivati la fatto che fossero responsabilità degli enti locali, per evitare concentrazioni in alcuni luoghi, una sorta di quartieri a luci rosse. Trovo giusto che restino responsabilità degli enti locali, dei comuni e delle aggregazioni di comuni”.

Porre troppi vincoli a concessionari, terrestri e online, autorizzati dallo Stato e che pagano regolarmente le tasse non rischia di avvantaggiare chi invece non è autorizzato, non paga tasse e probabilmente si interessa poco della tutela dei i minori e delle fasce deboli?

“La mia idea di tutela del concessionario è che paghino più tasse possibili e che non godano di agevolazioni, ma anche che gli operatori di gioco paghino, anche quelli che hanno sede fiscale fuori dall'Italia. Ora la soglia di attenzione si sta alzando, su Facebook o sulle grandi multinazionali che allocano altrove le proprie risorse. Come possiamo tollerare che attivitò che nuociono alla salute non paghino le tasse nel territorio dove c'è la ricaduta più diretta del danno provocato, tra Gap e ricorso all'usura?”
Per quanto riguarda la pubblicità del gioco, può essere uno strumento per distinguere gli operatori legali da quelli che non lo sono?
“La pubblicità del gioco non va fatta e vanno usate le stesse dinamiche usateper il fumo. Trovo inoltre scandaloso il riferimento, nelle attuali pubblicità, al monopolio governativo. Stiamo scherzando?”.
Quanto è importante la formazione e la prevenzione per promuovere il gioco responsabile, e quali compiti possono essere affidati agli operatori e alle istituzioni scolastiche?
“Nell'ottica di una capillare difesa del territorio, è importante che siano formati anche gli operatori”.
Il nuovo governo porterà a termine la riforma del gioco?
“Dipende fortemente da chi governerà. È talmente evidente che il governo Pd in questa tornata ha mancato di concretezza e di senso di responsabilità che ora spero in una posizione più concreta”.
In un'ottica di riduzione dell'offerta di gioco, che cosa ne pensa dell'idea di consentire la nascita di nuovi casinò?
“No, i casinò ci sono già e perché abbiano un ruolo deterrente dovrebbero avere caratteristiche diverse. Serve una tutela molto più forte”.
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