Spagna: per Podemos la pubblicità crypto e Nft va limitata come per il gambling
Il partito politico spagnolo di Podemos, capofila della lotta al gambling in Spagna e promotore del divieto di promozione dello stesso, ha proposto al Consiglio comunale di Saragozza (ma estendibile a tutta la Spagna) un provvedimento per limitare la pubblicità di criptovalute e Nft, perché metterebbero a rischio “un numero significativo di giovani e famiglie”, come riportato da AraInfo.
“Per le caratteristiche di questo mercato, totalmente instabile e volatile, può generare comportamenti e rischi simili ai giochi d’azzardo, anche se stiamo parlando di investimenti, non di gioco”, ha spiegato Fernando Rivarés, portavoce di Podemos.
Secondo il gruppo politico, la “pubblicità molto aggressiva” sulle criptovalute dovrebbe essere regolamentata, poiché stanno “facendo furore tra i più giovani, che vedono in loro un modo per guadagnare soldi velocemente senza fatica”.
Pertanto, Rivarés ha sottolineato che questo “bene digitale non è regolamentato da alcuna istituzione come una banca centrale, né ha modelli di protezione degli utenti”. E ha commentato che hanno “una presenza crescente nei principali eventi sportivi come l’NBA o la Formula 1, sostituendo i bookmaker e cercando di attirare lo stesso tipo di cliente”.
Per questo motivo, la proposta legislativa è simile al Decreto Regio Comunicazioni, approvato dal governo nazionale, in cui lo sviluppo pubblicitario e marketing delle società private di gioco e scommesse sportive è tassativamente limitato. Il regio decreto è stato approvato dal Consiglio dei ministri all’inizio di novembre 2020, nonostante il rigetto di diversi settori legati all’industria dello sport e delle scommesse e la richiesta della European Gaming and Betting Association.
“Alcune società di videogiochi e aziende digitali fanno un uso abusivo degli Nft utilizzando tecniche che sfruttano comportamenti compulsivi, con promesse di rivalutazione dei prodotti digitali e utilizzando meccanismi che richiamano anche quelli dei bookmaker senza regolamentazione. Non si tratta di limitare l’uso di Nft nei videogiochi, nell’arte o in altri prodotti digitali, ma deve essere fatto sulla base di un comportamento etico e vietarne l’uso quando vengono incoraggiati comportamenti di acquisto compulsivi o che creano dipendenza”, ha affermato.