Poker, quale futuro? Le risposte al panel Gioconews.it a Enada Rimini 2022
Un gioco in calo dopo il boom della pandemia nei dati aggregati del settore ma che non può mancare nel bouquet dell’offerta di gioco omnichannel dei players del mercato e che può avere anche delle prospettive sia live che online.
È la visione emersa nel convegno “L’evoluzione del gioco e del giocatore: come cambia il mercato, online e retail”, andato in archivio ieri 30 marzo, in seno a Enada primavera con l’organizzazione di Gioconews.it. Una domanda rivolta a tutti i relatori del panel in questione: quale futuro per il poker online nel mercato “punto it”?
A rispondere per primo è Maurizio Guerra, head of online product and marketing Microgame, che, i nostri lettori conoscono bene proprio per la sua storia con questo verticale di gioco: “Lo sanno tutti che quello col poker per me è un rapporto d’amore, sono stato un Professional poker player per tanti anni e auspico che come disciplina possa essere insegnata all’università per le immense qualità che può distribuire a potenziali studenti – esordisce Guerra – detto questo, però, dobbiamo essere obiettivi e dobbiamo dire che, guardando i dati aggregati, il poker è l’unico prodotto che ha subito un evidente calo in questi anni. Ok il boom col lockdown del 2020 e anche nei mesi successivi, ma ora il calo continua ad accadere”.
Il poker scomparirà o è ormai parte della cultura italiana? “No, certo, non scomparirà mai e chi non lo ha nella sua offerta di gioco complessiva ha un’offerta monca. In effetti – prosegue il manager Microgame – è un prodotto ideale per differenziare l’offerta e per finalizzare l’utenza oltre che per fare engagement. Ma è soprattutto fondamentale se lo pensiamo come divertimento e intrattenimento. Se pensiamo al poker come al prodotto del boom di tanti anni fa sbagliamo tantissimo. Era un gioco assolutamente differente, giocavo 25 tavoli alla volta, ci chiamavano grinder”.
Quale futuro, quindi? Insistiamo ad ottenere una risposta che in parte è già arrivata: “È bene che torni l’intrattenimento come, del resto, sta accadendo già visto che vanno a gonfie vele prodotti come sit and go variabili, tornei e altre formule. Ad esempio su Microgame abbiamo 55 freeroll gratuiti giornalieri con soldi in palio per i players che, per noi, è cruciale che si divertano e che poi tornino a giocare o sperimentino altri prodotti. Ma ribadisco che chi non ha il poker ha un’offerta monca e chi non lo possiede sbaglia per che ormai il gioco va visto in una visione olistica”, conclude Guerra.
Interessante anche la visione di Gianfranco Scordato, executive director e member board of directors Religa che però continua a lavorare nel settore del gioco live a Malta dove ha organizzato tanti tornei di poker dal vivo: “Mentre stiamo parlando a Malta si sta svolgendo il primo evento organizzato dopo la pandemia con partypoker e siamo in prima linea sempre al Portomaso casino con questa disciplina. Poi ci sarà il Malta Poker Festival. Il poker ha costi fissi molto importanti ma vista la difficoltà che ha un casino per fare marketing, questo tipo di eventi sono perfetti per fare engagement e soddisfare il giocatore. Del resto in trasferta si uniscono viaggio e divertimento e questo è molto importante per noi e i nostri clienti”.
Fondamentale il ruolo anche delle cryptovalute che su alcune poker room stanno facendo numeri pazzeschi con pot milionari e volumi incredibili. A fare il punto Daniele Tagliarini, managing director Italy di Okto: “Le transazioni digitali devono essere integrate su tutti i sistemi di gioco, tanto più possiamo diversificare più i players saranno soddisfatti”.
Finale con Massimiliano Guarneri, Business intelligence and back office senior manager Admiral Gaming Network: “Amando i numeri non potevo non considerare il boom del poker online in lockdown. Laddove si può creare una commistione tra online e dal vivo è cosa buona e il poker per questo è ideale”.