Calendario ippica 2026, Nuovo galoppo Italia: ‘Mantenere stesso numero di corse’

Nuovo galoppo Italia chiede di 'aumentare il montepremi senza tagliare giornate, garantire un programma equilibrato per tutte le età e le diverse distanze, specie per i cavalli di due e tre anni'.
Scritto da Redazione

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Dopo la riunione che venerdì 3 ottobre ha visto i rappresentanti degli ippodromi e il ministero dell'Agricoltura confrontarsi sul calendario di corse ippiche per il 2026, le associazioni di categoria manifestano il proprio punto di vista.

Lo fa ad esempio Nuovo galoppo Italia, che in una nota scrive: “Nei mesi scorsi, quando abbiamo espresso preoccupazione per il possibile taglio delle giornate di corsa, alcune associazioni – in particolare Ang – Associazione nazionale galoppo – avevano rassicurato il settore sostenendo che non ci sarebbero stati tagli e che, anzi, il numero di corse poteva persino crescere.
Oggi i fatti parlano chiaro: il decreto Criteri e le prime indicazioni ministeriali confermano un ridimensionamento delle giornate, che si traduce in circa 20 giornate in meno rispetto al 2024.
Considerando che ogni giornata prevede almeno 6 corse, significa una riduzione di circa 180–200 corse nell’arco dell’anno
, a fronte di un’ipotetica compensazione con l’aumento del montepremi”.

Per Nuovo galoppo Italia “questa scelta comporta un rischio evidente: molti cavalli, in diversi ippodromi, non troveranno un programma adeguato per categoria di età e per distanza.
In particolare, le prove per cavalli di 2 e 3 anni, fondamentali per il ricambio generazionale, rischiano di diventare insufficienti.

Questo crea vuoti di programmazione che rendono più difficile gestire le carriere dei cavalli e scoraggia proprietari e allenatori.
Noi continuiamo a ritenere che meno giornate e meno corse significano meno cavalli in attività, meno lavoro e meno indotto.
È una strada che rischia di indebolire ulteriormente il settore invece di rilanciarlo”.

Nuovo galoppo Italia quindi ribadisce la propria posizione e chiede di: “Mantenere almeno il numero attuale di giornate di corsa; concentrare le risorse per aumentare il montepremi senza tagliare giornate; garantire un programma equilibrato per tutte le età e le diverse distanze, in particolare per i cavalli di due e tre anni.
Entro il 10 ottobre invieremo al Masaf le nostre osservazioni dettagliate, per difendere un calendario che sia uno strumento di sviluppo, non un ulteriore passo indietro”.