Dario Alioto: ‘Se Plo fosse popolare come l’Hold’em giocherei per il primo posto’
In questi ultimi giorni il suo nome è tornato in auge soprattutto per i risultati. Un secondo e un terzo posto alle Wsop Europe di Rozvadov in 24 ore sono senza dubbio un bel biglietto da visita per un giocatore come Dario Alioto, che ha sempre dato il suo massimo nell’Omaha e in altre varianti. Alla luce di questi ultimi successi abbiamo colto l’occasione per parlare di quest’ultima esperienza e soprattutto per farci raccontare il suo approccio al mondo del poker sportivo, che secondo noi è molto diverso da quello che hanno tanti altri giocatori. Ecco l’intervista esclusiva rilasciata a GiocoNews.
In queste Wsop il braccialetto è mancato per un soffio ma sono arrivati un secondo e un terzo posto in due eventi molto ravvicinati. Sei soddisfatto dei risultati e del gioco che hai espresso nel corso di questi tornei?
“Proprio due top 3 in 24 ore! Non avevo mai visto fare a nessuno una cosa del genere nel Plo e anche se potevano essere facilmente un primo e un secondo non posso che ritenermi pienamente soddisfatto dei risultati. Per quanto riguarda il gioco non ci sono mani significative dove mi sono pentito della scelta tecnica. Tuttavia ci sono state mani dove avrei potuto fare un’azione diversa, laddove il mio avversario avrebbe dovuto avere l'80 percento delle volte un tipo di mani e il rimanente 20 percento un altro tipo di mani, magari ho optato di agire contro il range più probabile e invece mi sono ritrovato contro quello meno probabile. Allora è chiaro che a carte viste avrei fatto diversamente, ma ripetendo uno spot simile 100 volte la linea che ho tenuto sarebbe stata quello più efficace.”
In questi due tornei sei riuscito ad arrivare fino alla fine perdendo soprattutto nell'event #8 con una buona dose di sfortuna. C'è anche un po' di rammarico alla fine per aver sfiorato un traguardo così importante?
“Non capita tutti i giorni di essere Chip leader a 30 left, poi ancora all'inizio del final table e arrivare fino a un 80/20 in chips all'Hh. Devo dire che fin lì me la sono goduta e divertito molto. Purtroppo contro il vincitore ho perso un All-in 3 left e poi altri tre di fila in Hu, pare che quel braccialetto fosse destinato ad andare al suo polso e io non posso far altro che accettare il risultato sportivo. Comunque il podio del giorno dopo mi ha consolato pienamente, visto che come premio corrispondeva alla differenza tra il primo e il secondo nel torneo precedente.”
Parlando del tuo percorso, sono passati diversi anni dal braccialetto vinto e i risultati continuano comunque ad arrivare. In cosa ti senti cambiato nel tuo modo di giocare e nel tuo approccio ai tornei?
“Il mio stile è sempre stato molto diverso da quello di tutti gli altri, seppur evolvendosi nel tempo. Quando cominciai a dominare non c'erano particolari scuole di pensiero. Adesso invece capita che qualcuno mi bolli per "scemo" perché mi vede fare cose che considera sicuramente -EV e io ho sempre fatto il possibile affinché continui a pensarlo il più a lungo possibile.
Nonostante questo non sei un giocatore così assiduo, anche se abbiamo visto che continui a partecipare a tornei importanti. Perché questa scelta?
“Per me è fondamentale gestire la mia voglia di giocare. Ad esempio arrivando a queste Wsope non avevo nessuna voglia di partecipare, eppure non avevo giocato una mano di poker da oltre due mesi! Poi a forza di giocare la voglia torna perché sono molto competitivo, ma di certo non credo sia un setup ideale per partire. Quindi cerco di giocare poco in maniera da potermi anche divertire e non viverlo solo come un lavoro. Gioco a quei livelli perché per me non ha molto senso sprecare la poca voglia che ho di giocare in tornei di entità minore, li troverei anche una perdita di tempo a livello economico. Per me i Buy-In da 5 e 10k sono ideali perché non sento il peso dell'iscrizione e i premi cominciano ad essere interessanti.”
Da quello che vediamo nella tua vita non esiste solo il poker ma sicuramente ci sono anche altre cose. Ci interessa però sapere quanto il poker abbia contribuito nella tua crescita personale e come…
“Il poker ha contribuito molto poco alla mia crescita personale, anzi credo di dover essere grato al tempo speso lontano dal poker per avermi permesso di crescere e maturare come uomo. Finché giocavo full time ero rimasto molto immaturo in tante cose, per me era troppo alienante la vita da Pro a tempo pieno.”
In generale giochi sempre tornei nella variante Omaha, perché la scelta di approcciarsi a questa disciplina piuttosto che al Texas Hold'em?
“Io gioco i tornei di qualunque disciplina, salvo Nlhe, nel palmares domina il Plo perché oltre l'80 percento dei tornei di varianti in programma sono di quel gioco. Non gioco Nlhe, principalmente perché mi annoio rapidamente, lo trovo un gioco con troppo poche variabili e non penso sia molto stimolante. Inoltre l'atmosfera è più cordiale nelle varianti, meno musi lungi e sguardi in cagnesco, meno tankate senza motivo, per me non c'è paragone a livello di esperienza ludica.”
Una nostra curiosità. Con questi risultati sei rientrato nella top ten degli italiani più vincenti nella storia del poker. È un risultato che conta per te e che spinge a migliorarti?
“Nella top ten All-Time italiana praticamente ci sono nato, ci entrai subito quando giocai il mio primo torneo live e sono rimasto nella top 5 finché non smisi di giocare professionalmente nel 2014. Non è una classifica molto significativa per uno come me che gioca 2/3 mesi l'anno e gioca tornei con pochi iscritti e piccoli montepremi, è una lotta impari. Se il Plo e/o le varianti avessero la popolarità dell'Hold’em sarei a giocarmela per il primo posto, ma in questo universo, per forza di cose, quella classifica per me ha una importanza relativa.”
Quali sono infine gli stimoli che spingono un poker pro a continuare a giocare. Solo competizione o c'è anche altro?
“Sicuramente la competizione, ho sempre gareggiato in sport da combattimento fino ai 20 anni e il poker per me ha preso il posto delle gare, poi c'è l'innegabile vantaggio di non dovermi allenare tutti i giorni! Nel mio caso la voglia di primeggiare è primaria, mi piace l'idea di poter essere il primo o tra i primi in uno sport o gioco molto diffuso a livello europeo e mondiale. Nello sport riuscivo a primeggiare in ambito nazionale ma non internazionale, quindi so apprezzare pienamente la significanza di certi traguardi pokeristici.”
Hai progetti per l'immediato? Parteciperai a qualche torneo?
“Dal 12 al 20 Ottobre sarò impegnato al Diamond Poker Series a Malta, dove ho un titolo da difendere e un altro da riacciuffare dopo aver fallito la difesa nell'ultima edizione di questo Festival.”