Al via audizioni sulla Manovra: la Conferenza delle Regioni e il ‘nodo’ del gettito dal gioco

In Parlamento partono le prime audizioni sulla legge di Bilancio (c'è anche la Conferenza delle Regioni, che potrebbe parlare di compartecipazione al gettito dal gioco) e si attende il voto sul Ddl Semplificazioni che riduce tempi per le licenze alle sale.
Scritto da Dd

La sessione di bilancio entra nel vivo con una settimana fitta di audizioni sul tema del  disegno di legge recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (A.S. 1689), che si concluderà giovedì 6 novembre con l’intervento del ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti.

Un percorso che, come ogni anno, vede il confronto serrato tra Governo, maggioranza, opposizioni e parti sociali, chiamate a presentare osservazioni e proposte su una Manovra che vale 18,7 miliardi di euro e che tocca da vicino anche il settore del gioco pubblico.

Il calendario delle audizioni, di fronte alle commissioni Bilancio di Camera e Senato in seduta congiunta, si apre oggi, 3 novembre, con rappresentanti delle associazione dell'industria e del Terzo settore e, in serata, l’Abi – Assicurazione bancaria italiana, chiamata a contribuire insieme alle assicurazioni per 4,4 miliardi nel 2026, mentre il 4 novembre tocca ai sindacati 

Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confsal, Cisal, Usb, nonché alle associazioni datoriali Confindustria; Confcommercio, Confesercenti.

Il 5 novembre è in agenda l'audizione che, almeno per il momento, tocca più da vicino il settore del gioco, specie nell'ottica del riordino del comparto terrestre: mercoledì infatti a confrontarsi con i parlamentari saranno l'Anci – Associazione nazionale comuni italiani e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Quest'ultima, in particolare, ha chiesto al Governo di inserire proprio all'interno della legge di Bilancio per il 2026 la compartecipazione al gettito erariale derivante dal gioco,  “senza vincolo di destinazione”, con una percentuale di esempio del 5 percento, al netto di aggi e vincite. Intanto, finora nel testo del disegno di legge il Governo ha previsto 80 milioni di euro come "incremento del fondo per l’attuazione della delega fiscale per la riorganizzazione della rete fisica in materia di giochi", che appare come un ribilanciamento delle risorse dopo la decisione, in seno alla Manovra per il 2025, di  abrogare il Fondo e l'Osservatorio per il contrasto al gioco patologico, istituendo al loro posto il Fondo e l'Osservatorio su “ogni forma di dipendenza”, attirandosi anche in questo caso una gran quantità di critiche.

IL "PESO" GIOCO (E LA RIFORMA DELL'IPPICA) – Per il resto, va ricordato che le entrate erariali derivanti dal gioco restano una voce significativa per i conti pubblici: dal comparto nella Manovra 2026 si attendono entrate pari a circa 13 miliardi di euro ma, come già accaduto negli anni passati, non si esclude che nel corso dell’esame parlamentare possano emergere emendamenti mirati a rafforzare il gettito o a introdurre correttivi regolatori. L’attenzione è rivolta in particolare a possibili interventi su concessioni, tassazione e misure di contrasto al gioco illegale, temi che interessano direttamente operatori e filiera. Il resto è lasciato ai disegni di legge collegati alla Manovra, come il Ddl titolato Disposizioni in materia di riforma del settore ippico”. Proprio su queste misure sarà focalizzata l'attenzione al Senato, dove fino al 24 novembre si discuteranno decreti legge e Ddl collegati alla manovra secondo le determinazioni adottate dalla Conferenza dei Capigruppo.

IL FRONTE POLITICO – Sul fronte politico, come riporta l'Ansa, il vicepremier Antonio Tajani ha annunciato che Forza Italia presenterà emendamenti per “migliorare la Manovra”, mentre Fratelli d’Italia valuta un aggiustamento sul Sismabonus per estendere la deroga anche alle aree colpite dal sisma del 2009. L’opposizione, invece, prepara la battaglia: Italia Viva parla di “legge fatta solo di tagli e tasse”, mentre il Movimento 5 Stelle chiede un taglio delle imposte finanziato da banche, colossi del web e dalla riduzione delle spese militari.

Il percorso parlamentare sarà dunque segnato da un confronto serrato, con i partiti pronti a depositare emendamenti e le categorie a far sentire la propria voce. Per il settore del gioco pubblico, che da anni rappresenta un pilastro delle entrate statali ma anche un ambito delicato per gli equilibri sociali, le prossime settimane potrebbero portare novità rilevanti. Tutto, però, dovrà avvenire a saldi invariati, come ha già chiarito il ministro Giorgetti; in attesa della sua audizione conclusiva di giovedì, la Manovra si conferma terreno di scontro politico e di confronto tecnico, con il gioco pubblico tra i dossier da monitorare con maggiore attenzione.

 

IL DDL SEMPLIFICAZIONI – Prosegue nel frattempo anche l'iter del provvedimento Disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese (C.2655), già approvato dal Senato e ora all’esame della Commissione Affari costituzionali della Camera, che dovrebbe esprire il suo parere entro mercoledì 5 novembre.

Si tratta di una misura che, come abbiamo già avuto modo di vedere, punta a introdurre maggiori semplificazione e digitalizzazione dei procedimenti legati alle attività economiche e ai servizi rivolti a cittadini e imprese. Il testo, che si inserisce nel quadro delle riforme per la modernizzazione del Paese, si compone di 74 articoli, tra i quali figura il numero 65, modificato al Senato con l'inserimento, tra il resto, del riferimento alle sale gioco, come ricordato anche da un recente dossier del Servizio studi di Camera e Senato.