Pucci (Astro) al convegno Moige: ‘Su gioco minorile serve approccio condiviso’
“È un’ipocrisia pensare che i divieti al gioco e che gli ostacoli che abbiamo posto ai minori cercando di sensibilizzare sulla tematica siano sufficienti. I dati infatti ci dicono che il 19 percento dei giovani non è consapevole degli effetti negativi del gioco e che il 17 percento non sa nemmeno che è vietato per loro. Inoltre, abbiamo un 68 percento di genitori che non riesce a spiegarsi il problema.”
L’intervento del presidente di Astro, Massimiliano Pucci, a “Vietato ai minori”, evento di presentazione dell'indagine Moige – Istituto Piepoli sull'accesso dei minori a prodotti vietati o inadeguati (alcol-fumo-gioco d'azzardo – pornografia – videogiochi 18+ – prodotti contraffatti), tenutosi oggi, martedì 18 novembre, nella Sala Matteotti della Camera dei deputati, parte dunque da un’analisi concreta.
“La barbarie infatti – secondo Pucci – comincia quando non si guarda la parte fragile delle società. Pertanto credo che questo non sia un problema di soluzione verticale, e soprattutto non credo che i divieti risolvano tutto, ma serve un approccio al problema di tipo orizzontale”.
Pucci evidenzia infatti che “una delle cause dei comportamenti negativi è la solitudine. A proposito, è fondamentale che tutte le parti sociali lavorino insieme perché esiste la possibilità di una risoluzione orizzontale e abbiamo un anno di tempo per capirlo”.
Il presidente di Astro conclude il suo intervento specificando che probabilmente “una parte del problema sia sfuggita dai radar.Credo infatti che il problema del gioco patologico sia interconnesso con altre dipendenze come l’alcool, la pornografia. Ora è essenziale andare avanti e trasformare le idee in fatti e speriamo che quel dato descritto dal direttore Giochi di Adm Mario Lollobrigida di 100 e passa verbali fatti su 12mila minori nelle sale verrà dimezzato il prossimo anno.”