Tax credit videogame e cinema: cosa cambia e quali effetti avrà per l’industria

Il ministero della Cultura vara una nuova serie di provvedimenti che aggiornano e riorganizzano l’intero sistema dei tax credit destinati ai videogiochi e al settore cinematografico.
Scritto da Redazione

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Il ministero della Cultura ha pubblicato una serie di provvedimenti – datati 27 e 28 novembre e 1° dicembre – che ridefiniscono il quadro dei tax credit dedicati ai videogiochi, al cinema e, più in generale, al settore audiovisivo. Le misure, che arrivano dopo l'approvazione alla Camera di ottobre, aggiornano le modalità di accesso ai benefici fiscali, ampliano gli elenchi dei progetti riconosciuti e rafforzano gli strumenti pensati per stimolare innovazione, competitività e qualità culturale delle opere italiane.

CHE COSA CAMBIA PER I VIDEOGIOCHI – Due decreti direttoriali del 27 novembre (n. 4029 e n. 4030) hanno concluso l’istruttoria relativa alle richieste definitive di credito d’imposta per le opere videoludiche e, parallelamente, riconosciuto la nazionalità italiana a un nuovo gruppo di videogiochi.

I provvedimenti: confermano le imprese titolari ammesse al beneficio; attestano la natura italiana di diverse opere, requisito essenziale per accedere a ulteriori misure di sostegno e per partecipare a bandi e finanziamenti europei; consolidano l’attenzione strategica del Ministero verso un settore sempre più rilevante nell’economia culturale.

Si tratta di un passaggio di grande rilievo, perché il tax credit dedicato ai videogiochi rappresenta uno degli strumenti più incisivi per sostenere produzioni che richiedono un forte investimento tecnologico, competenze specialistiche e sviluppo narrativo complesso. Nel settore videoludico, infatti, i costi iniziali – dalla programmazione alla grafica, dal sound design al testing – sono particolarmente elevati e spesso costituiscono una barriera all’ingresso per studi emergenti o progetti più innovativi. L’ampliamento e la conferma degli incentivi fiscali aiutano quindi le imprese a ridurre il rischio finanziario, facilitano la sperimentazione creativa e rendono più competitiva la presenza italiana in un mercato globale altamente concorrenziale.

CINEMA E AUDIOVISIVO – I decreti del 28 novembre intervengono su un ventaglio molto più ampio di categorie, definendo l’ammissibilità di: richieste preventive di credito per film, serie Tv/web, cortometraggi, documentari e produzioni esecutive per opere straniere; richieste definitive relative a produzioni cinematografiche e audiovisive, distribuzione, documentari, investitori esterni e produzioni esecutive internazionali; domande riguardanti idoneità culturale ed eleggibilità ai crediti automatici, anche ai fini del reinvestimento dei contributi; progetti di investimento nelle sale, dalla costruzione alla riqualificazione strutturale, fino all’aumento degli schermi.

Il pacchetto conferma la volontà istituzionale di sostenere l’intera filiera: dalla creazione delle opere alla loro distribuzione, senza dimenticare l’importanza delle sale come presidio culturale e commerciale.

Il decreto del 1° dicembre 2025, inoltre, pubblica l’elenco delle ultime opere cui è stata riconosciuta la qualifica di espressione originale italiana. Un marchio che certifica la rilevanza culturale e creativa del progetto e che consente alle opere di accedere a ulteriori benefici sia nazionali che europei.

QUALE IMPATTO PER I DUE SETTORI? – Le nuove misure non si limitano a ridefinire criteri e benefici fiscali ma tracciano anche una direzione precisa per il futuro delle industrie creative. L’aggiornamento dei tax credit, infatti, avrà ricadute dirette sia sul modo in cui vengono sviluppati i videogiochi sia sulle dinamiche produttive e distributive del cinema italiano. Di seguito, abbiamo voluto sintetizzare quali saranno gli effetti più rilevanti che queste novità potrebbero generare nell’intero ecosistema culturale e audiovisivo.

UN ECOSISTEMA COMPETITIVO – L’ampliamento dei benefici e la maggiore chiarezza nei requisiti permettono a sviluppatori e produttori di operare con una stabilità economica più solida. Questo nuovo contesto favorisce la nascita di startup videoludiche, stimola investimenti più ambiziosi nelle produzioni cinematografiche indipendenti e contribuisce a rafforzare le collaborazioni internazionali, sostenute anche dai crediti dedicati alle produzioni esecutive straniere.

SPAZIO ALLA SPERIMENTAZIONE E ALLA QUALITÀ – Le misure rafforzano l’idea che innovazione tecnologica e valore culturale possano convivere. Nei videogiochi, questo potrebbe tradursi in prodotti più sofisticati dal punto di vista narrativo, tecnico e artistico. Nel cinema, un sostegno più consistente ai documentari e ai cortometraggi può dare spazio a linguaggi nuovi e a progetti autoriali che normalmente avrebbero meno margine di mercato.

RILANCIO DELLE SALE CINEMATOGRAFICHE – Gli incentivi per infrastrutture e schermi contribuiscono a rendere le sale più moderne e competitive. In un’epoca di streaming onnipresente, il tax credit destinato alle sale è un tassello fondamentale per farle diventare luoghi di esperienza, non semplici punti di proiezione.

CONVERGENZA TRA GAMING E AUDIOVISIVO – L’estensione del sostegno pubblico sia al settore videoludico sia a quello cinematografico crea le condizioni per una sempre maggiore convergenza tra media, favorendo la cross-mediazione dei contenuti. Le proprietà intellettuali, infatti, stanno sempre più spesso attraversando i confini tra film, serie e videogiochi, dando vita a esperienze narrative integrate e a universi creativi condivisi. In un contesto incentivato, questa dinamica può accelerare la realizzazione di adattamenti cinematografici di videogiochi italiani, la trasposizione di film e serie in progetti videoludici e la nascita di collaborazioni creative più solide tra studi di gaming e case di produzione, rafforzando così la competitività e l’innovazione dell’industria culturale italiana a livello internazionale.

SCENARIO A MEDIO TERMINE – Se i provvedimenti verranno accompagnati da semplificazioni operative e da una comunicazione chiara alle imprese, l’Italia potrebbe diventare un polo più attrattivo per investimenti esteri, soprattutto per produzioni AAA nel gaming e per film ad alto valore tecnico.