Riciclaggio al Casinò Saint Vincent, i sindacati: ‘Tutelare futuro dell’azienda’

I sindacati auspicano chiarezza sull'indagine per riciclaggio che coinvolge due dipendenti del Casinò Saint Vincent e temono effetti sul concordato e per il futuro dell'azienda.
Scritto da Fm

Dopo le prese di posizione della Casinò della Vallee Spa e del presidente della Regione Valle d'Aosta, Renzo Testolin, in merito all'operazione della Guardia di finanza di Aosta che ha fatto luce su un sistema di riciclaggio realizzato da imprese commercianti materiale ferroso e attuato anche grazie a due impiegati della Casa da gioco di Saint-Vincent, arrivano quelle espresse dai sindacati territoriali.

Barbara Capelli, segretaria della Slc Cgil, dichiara a GiocoNews.it: “Abbiamo appreso la notizia dai media anche noi ed è stata una brutta sorpresa. Siamo amareggiati e condanniamo fortemente gli episodi, qualora fossero confermati. Dopo il concordato e dopo tutti i sacrifici fatti dai lavoratori, abbiamo intrapreso un duro lavoro di trasparenza che si è tradotto in un nuovo contratto aziendale che stiamo implementando nella sua parte delle relazioni industriali… Speriamo non sia la punta di un iceberg e continueremo la lotta alla trasparenza in difesa dei lavoratori corretti”.

Ecco poi le parole di Claudio Albertinelli, segretario generale del Savt – Sindacato autonomo valdostano dei lavoratori, raccolte dalla nostra testata: “Dispiace quanto è accaduto e che sia accaduto appena dopo la fine di un periodo difficile che si è concluso con il concordato; sarebbe stato meglio che non ci fossero altri problemi. Speriamo che questa vicenda non comprometta il futuro dell'azienda e che non crei un danno di immagine ad essa, con effetti sugli introiti e sulla clientela. Auspichiamo che tutto si chiarisca il prima possibile”.

Per le dichiarazioni di Tino Mandricardi, segretario generale dell'Uilcom Uil Piemonte, ci affidiamo a quanto riportato dal quotidiano La Stampa: “Ero contrario alla privatizzazione e, a maggior ragione, dico no ora. Mi domando il motivo di dare un’azienda ai privati quando il pubblico può guadagnare, negli ultimi tre anni ci sono stati introiti notevoli”.