I casinò a New York e il possibile ‘effetto domino’ su Atlantic City

L'autorizzazione per l'apertura di tre casinò a New York preoccupa gli operatori di Atlantic City in quanto potrebbero sottrargli una grossa fetta di entrate. Ma la città ha molti punti di forza.
Scritto da Redazione

© Pixabay

Il sì pronunciato dalla New York State Gaming Commission  per l'approvazione di tre casinò nella Grande mela – secondo i progetti Metropolitan Park a Citi Field e Resorts World a South Ozone Park, entrambi nel Queens, e quello targato  Bally’s nel Bronx – ha suscitato parecchie domande fra gli analisti del settore.

Non solo sulle tempistiche per la loro realizzazione ma anche sulle conseguenze per le case da gioco del New Jersey.

Gli imprenditori del settore temono che i tre nuovi casinò possano sottrarre importanti introiti ad Atlantic City, e per questo è stato subito lanciato un referendum per chiedere ai cittadini se ne vogliono altri al di fuori della città, nello specifico al Meadowlands Racetrack di East Rutherford e al Monmouth Park Racetrack di Oceanport, vicino alla Jersey Shore.

Se approvata, la modifica costituzionale autorizzerebbe il legislatore statale a redigere un disegno di legge per permettere la costruzione dei due casinò.

 

Sulla questione si esprime Jane Bokunewicz, direttrice del Lloyd D. Levenson Institute of Gaming, Hospitality and Tourism della Stockton University, secondo la quale Atlantic City potrebbe subire discreti danni. "Ma a lungo termine, Atlantic City ha molte proprietà uniche che New York non ha, quindi potrebbero avere successo a lungo termine dopo che tutti avranno visto i primi casinò e, si spera, sceglieranno di tornare ad Atlantic City. Inoltre, con due dei casinò di New York che non apriranno prima del 2030, Atlantic City ha tempo di sistemare le cose", sottolinea la studiosa in un'intervista all'emittente radiofonica New Jersey 101.5.

 

Una delle frecce all'arco di Atlantic City per esempio è la sua conformazione, con nove casinò situati in un'area geografica circoscritta, fatto che la rende una vera e propria “destinazione” per chi ama il gioco, con una clientela fedele. “L'anno scorso, le proprietà di Atlantic City hanno speso oltre 200 milioni di dollari in ristrutturazioni per fidelizzare i clienti. Hanno aggiunto nuove attrazioni, migliorato le camere d'albergo, i ristoranti, le spa e aperto nuovi ristoranti di chef famosi, quindi hanno reinvestito molto nelle loro proprietà. Ci sono stati anche molti investimenti ad Atlantic City in attrazioni non legate al gioco d'azzardo che contribuiranno a consolidare la posizione di Atlantic City come destinazione”, rimarca Bokunewicz. Ed è aumentata anche l'offerta di concerti, incontri di boxe e festival.

 

Sul lato dei “contro” la direttrice del Lloyd D. Levenson Institute of Gaming, Hospitality and Tourism della Stockton University si sofferma sul divieto di fumo proposto nei casinò di Atlantic City e per ora messo in stand by dai giudici. Anche in questo caso, è essenziale valutare le tempistiche: "Se si guarda a ciò che è accaduto in passato, quando la Pennsylvania ha aperto i casinò, più o meno nello stesso periodo è stato introdotto un divieto di fumo, e le entrate ne hanno risentito. Quindi hanno finito per revocare il divieto e consentire il fumo sul 25 percento dell'area del casinò. Atlantic City è giustamente preoccupata per ciò che potrebbe accadere se il divieto di fumo venisse implementato in questo momento, mentre New York si prepara ad aprire i casinò”.