Videogame, Ubisoft chiude lo studio di Halifax: 71 sviluppatori senza lavoro

La multinazionale francese del settore videoludico parla di tagli ai costi, ma tra i dipendenti cresce il sospetto dopo la recente nascita del primo sindacato Ubisoft in Nord America.
Scritto da Dd

La sede centrale di Ubisoft, a Saint-Mandé, nella periferia di Parigi - Foto tratta dal sito web Ubisoft News

Ubisoft annuncia la chiusura del suo studio di Halifax, in Canada, lasciando senza lavoro 71 dipendenti. La decisione, comunicata attraverso una nota ufficiale, rientra – secondo l’azienda – in un più ampio piano di ristrutturazione volto a migliorare l’efficienza e ridurre i costi operativi. Il colosso francese, che conta circa 17.000 dipendenti nel mondo, ha spiegato che negli ultimi due anni ha avviato interventi su scala globale per snellire le proprie attività.

Il portavoce Antoine Leduc-Labelle ha aggiunto che Assassin’s Creed Rebellion, il titolo mobile su cui lo studio stava lavorando, registra un calo costante di ricavi sin dal lancio nel 2018, un elemento che avrebbe contribuito alla scelta di chiudere la sede. La nota serie di avventure "storiche", peraltro, non è la prima volta che crea qualche grana a Ubisoft.

La notizia arriva però in un momento delicato: a fine dicembre, sessanta lavoratori dello studio avevano dato vita al primo sindacato Ubisoft in Nord America. Leduc-Labelle ha precisato che il processo di ristrutturazione era iniziato "ben prima dell’avvio del percorso di sindacalizzazione nel giugno 2025", ma tra i dipendenti non mancano dubbi.

Lo studio Ubisoft Halifax, giusto ricordarlo, si è fatto conoscere nel tempo soprattutto per lo sviluppo di giochi dedicati al settore mobile: oltre a Assassin’s Creed Rebellion, il progetto più rilevante, nel corso degli anni il gruppo ha contribuito anche al supporto live di giochi molto popolari come South Park: Phone Destroyer e Might & Magic: Elemental Guardians, consolidando una reputazione legata alla gestione continua dei titoli free‑to‑play e alle operazioni live. Pur non essendo uno degli studi più grandi di Ubisoft, Halifax aveva costruito un’identità precisa nel panorama del mobile gaming, diventando un punto di riferimento per la cura e l’evoluzione dei giochi già pubblicati.

T.J. Gillis, sviluppatore senior che lavorava nello studio da cinque anni, racconta che il personale è stato convocato in una riunione e informato che il settore non stava attraversando un buon momento e che la sede sarebbe stata chiusa. Gillis spiega che la decisione di sindacalizzarsi era nata proprio osservando il crescente numero di studi costretti a chiudere. Ora, però, definisce la tempistica della decisione "molto sospetta" e annuncia che i lavoratori si rivolgeranno ai rappresentanti sindacali per capire quali forme di supporto siano disponibili.

Il sindacato Cwa Canada, che rappresenta i dipendenti, ha dichiarato che chiederà a Ubisoft chiarimenti sulle motivazioni della chiusura. "Vogliamo che Ubisoft ci dimostri che questa decisione non è collegata al fatto che i dipendenti abbiano scelto di unirsi a un sindacato", ha affermato la presidente Carmel Smyth.

Con la chiusura dello studio di Halifax, nella provincia non restano più opportunità lavorative nel settore dello sviluppo videoludico: Microsoft aveva già chiuso il suo studio Alpha Dog nel 2024.