Ubisoft cancella un Assassin’s Creed ambientato dopo la Guerra civile americana
Secondo alcune voci di corridoio, Ubisoft avrebbe cancellato lo sviluppo di un nuovo capitolo di Assassin’s Creed ambientato nel periodo della Ricostruzione americana, subito dopo la Guerra civile. Il progetto, che era ancora in fase concettuale, avrebbe introdotto uno dei protagonisti più coraggiosi e inediti della saga: un uomo nero, ex schiavo del Sud, reclutato dagli Assassini per combattere le ingiustizie e affrontare la nascita del Ku Klux Klan.
Dopo aver valutato attentamente, la dirigenza della celebre software house avrebbe deciso di fermare i lavori, ritenendo che l’ambientazione e i temi trattati fossero "troppo politici, in un momento in cui gli Stati Uniti vivono in un clima troppo instabile". L’indiscrezione, confermata da diverse fonti interne, rivela che la cancellazione sarebbe avvenuta dopo due fattori scatenanti: le reazioni negative online alla rivelazione di Assassin’s Creed Shadows — che ha come protagonista Yasuke, un samurai nero realmente esistito — e le crescenti tensioni politiche negli Stati Uniti.
“Ero deluso ma non sorpreso” – ha dichiarato uno degli sviluppatori coinvolti, che ha preferito l'anonimato. “Ubisoft preferisce mantenere lo status quo e non rischiare, nemmeno dal punto di vista creativo.”
Il titolo, mai annunciato pubblicamente, sarebbe stato uno dei progetti più audaci mai concepiti nella storia del franchise, portando la saga verso una riflessione più matura su giustizia, libertà e razzismo. Tuttavia, la paura di alimentare controversie politiche ha avuto la meglio.
Al momento, Ubisoft non ha commentato ufficialmente la notizia.