Tredese (Elmac): ‘Puntiamo sul valore sociale dell’amusement, ma siamo indietro anni luce’

Il titolare della Elmac II, presidente di Feexpo, illustra un amusement in stallo, nel quale le omologazioni bloccano l'innovazione, ma le cui sale assumono sempre più valore per famiglie e socialità.
Scritto da Daniele Duso

Mancano poche settimane all'edizione 2026 di Feexpo a Bergamo, che sarà anticipata, quest'anno, da un evento ospitato dal Senato il 19 gennaio, nel quale si rilancia il ruolo anche sociale delle sale giochi e, più in generale, dell'amusement. Con Tiziano Tredese, proprietario della Elmac e figura storica del settore del puro intrattenimento, nonché presidente del consorzio Fee, proviamo a fare il punto su una situazione normativa che negli ultimi anni ha offerto poche sorprese. Tra il caos delle omologazioni, la quinta proroga consecutiva arrivata da Adm, Tredese ci offre una panoramica schietta, nel suo stile, sul futuro dei Comma 7.

Tredese, partiamo dalla situazione attuale. Già in passato, su Gioconews, lei aveva denunciato un "caos omologhe" che metteva in seria difficoltà i distributori. Qual è lo stato dell'arte oggi?
"Siamo ancora fermi al decreto del 18 maggio 2021. È una situazione assurda: le regole attuali pretendono di omologare i Comma 7 come se fossero delle slot (Comma 6), richiedendo documentazioni tecniche e firme digitali da produttori esteri, spesso cinesi o americani, che non hanno la minima idea di cosa l'Italia stia chiedendo. Come ho già sottolineato in precedenza, questa normativa assurda e restrittiva ci ha fatto perdere oltre il 30 percento del mercato rispetto a quanto offerto all'estero. È frustrante vedere novità interessanti alle fiere internazionali e sapere che in Italia non potranno essere omologate."

L’Agenzia dogane e monopoli ha recentemente concesso la quinta proroga per gli apparecchi esistenti. Questo basta a tranquillizzare il settore?
"Assolutamente no. La proroga non risolve il problema, lo sposta semplicemente in avanti. È il quinto anno che ci troviamo in questa condizione di sospensione. La novità è che ora Adm ha accennato alla possibilità di una 'sanatoria' o condono: le macchine non più omologabili per varie ragioni potrebbero essere messe in regola a fronte di un pagamento. Ma in ogni caso noi abbiamo bisogno di agire alla fonte del decreto, non di continui rinvii."

Lunedì prossimo, 19 gennaio, sarete al Senato per un evento che presenta le sale giochi in una veste nuova: presidi di socialità contro isolamento e bullismo. Cosa si aspetta da questo incontro?
un appuntamento fondamentale per presentare il progetto 'Safe Play'. Vogliamo trasformare la percezione delle sale giochi in ambienti certificati e protetti per le famiglie. Recentemente a Fiumicino abbiamo aperto una struttura che, nelle due sezioni (una per i più piccoli e una per giovani e adulti), ospita persone dai 3 ai 100 anni: è uno spasso vedere le famiglie fare la coda in allegria per entrare. Le nostre sale sono luoghi di aggregazione bellissimi che combattono l’isolamento digitale. All’evento parteciperanno anche il senatore Silvestro e Annalisa Minetti, per ribadire che l'amusement è un investimento sul capitale umano."

Possiamo dire che le sale si propongono quasi come un moderno oratorio? 
"In un certo senso sì. Basta vedere come si crea socialità al loro interno: persone che si conoscono giocando, ragazzi che accerchiano affascinati chi riesce a battere i record, ma anche le famiglie che si divertono assieme".

È prevista una formazione specifica per il personale delle sale, qualcosa di più di quello che abbiamo visto sinora?

"A dire il vero il personale è già preparato. Già il fatto che presenziano e fanno rispettare le regole della sala a bambini e giovani, è una garanzia. In ogni caso sono dei punti di riferimento".

Veniamo alla sua azienda, la Elmac II, attiva nel settore anche all’estero. Omologhe a parte, come procede la vostra attività?
"Continuiamo a fare il nostro lavoro. Sono tornato da poco da Londra, anche stavolta senza alcuna novità per non rischiare con l'omologazione. Per il resto il mercato estero e le navi da crociera generano sempre una buona parte del nostro fatturato. Siamo i fornitori ufficiali per Msc e gestiamo l'assistenza in tutto il mondo".

Resta dunque quel paradosso da lei già illustrato in passato: prodotti che sono considerati standard d'eccellenza sulle navi o in Spagna e Inghilterra, in Italia non possono essere importati perché Adm considera, ad esempio, i giochi con rulli o ruote come azzardo, anche se sono senza vincita in denaro.

"È assurdo. Ho in magazzino macchine che attendono l'omologazione da dieci anni a causa della presenza di ruote o rulli. Vorrei che Adm mi dicesse quante volte le è capitato di vedere un gioco senza vincita in denaro trasformato in una slot machine. Qual è quell'imprenditore che mette a rischio una intera sala, un investimento che mediamente richiede circa un paio di milioni di euro, per trasformare un gioco per bambini in gioco d'azzardo?"

Veniamo a Feexpo a Bergamo. Quali novità offrirà la fiera quest'anno?
"Feexpo quest'anno raddoppia con due padiglioni, in modo da creare due prime linee per la presentazione di tutte le aziende importanti. Quest'anno c'è anche un numero crescente di espositori. La fiera si migliora continuamente, anno dopo anno".

Quali novità presenterà Elmac in fiera? 

"Per quanto riguarda la Elmac, nonostante le difficoltà di cui abbiamo parlato, presenteremo dieci nuove macchine a Bergamo. È un segnale di resilienza: non si può rischiare di più, visto che i fornitori, in gran parte cinesi, propongono l'esclusiva con numero che per l'Italia non hanno senso. Si parla di almeno 45 giochi da 20mila euro l'uno, con contratti di un anno o meno, con metà tempo che se ne va tra la spedizione (un paio di mesi per far arrivare le macchine in Italia) e i tempi per l'omologazione (3 o 4 mesi). E non posso neanche rischiare di mettere fuori le macchine nuove con targa prova, perché per Adm non è prevista questa soluzione. Restano 4 o 5 mesi pieni per vendere, dopodiché termina il contratto e si perde l'esclusiva. In Inghilterra è tutto diverso, per questo dico sempre: in Italia siamo indietro anni luce."