Planet Hollywood chiude la poker room: Las Vegas perde un altro luogo storico
Planet Hollywood chiuderà definitivamente la sua poker room alla fine del mese, a meno di un anno dalla riapertura, avvenuta in vista delle World Series of Poker 2025. La decisione arriva dopo mesi di afflussi insufficienti, che non hanno permesso alla sala di raggiungere livelli di sostenibilità adeguati.
La poker room, gestita da Caesars Entertainment, era stata riaperta nel 2025 con ventritre tavoli ma, secondo quanto riportato da PokerNews, non è mai riuscita a costruire una base di giocatori costante. Caesars ha comunque confermato che non sono previsti licenziamenti: tutto lo staff verrà trasferito nelle poker room di Caesars Palace e Horseshoe.
SEMPRE MENO POKER NELLA STRIP – Con questa chiusura, il numero di poker room operative a Las Vegas scende a diciotto, un dato nettamente inferiore rispetto al periodo pre-pandemia. Sulla Strip, il poker è ormai concentrato in soli nove resort: Aria, Bellagio, Caesars, Horseshoe, Mandalay Bay, Mgm Grand, Resorts World, Venetian e Wynn.
All’inizio degli anni 2010 la situazione era ben diversa: circa una dozzina di strutture, oggi riconvertite o chiuse, ospitavano regolarmente poker room, tra cui Mirage, Monte Carlo (oggi Park Mgm), Luxor e Harrah’s.
La contrazione non riguarda solo la Strip. Anche Downtown Las Vegas ha subito un drastico ridimensionamento: su Fremont Street è rimasta una sola poker room attiva, quella del Golden Nugget, dopo le chiusure seguite al periodo del Covid.
POSIZIONE SFAVOREVOLE – Planet Hollywood aveva riaperto la sua poker room dopo gli anni di chiusura legati alla pandemia ma la collocazione sopraelevata, lontana dal cuore pulsante del casinò, si è rivelata un limite difficile da superare. I visitatori, infatti, raramente notavano la sala, che risultava praticamente invisibile a chi passeggiava tra slot machine e tavoli principali, riducendo drasticamente il traffico spontaneo e la possibilità di attrarre nuovi giocatori.
A complicare ulteriormente la situazione è stata la concorrenza feroce di poker room già consolidate e iconiche come Bellagio e Aria, che continuano a dominare il mercato attirando i giocatori in cerca di una struttura ben nota e attrezzata.
A questi fattori locali si sono aggiunti elementi macroeconomici, tra cui un turismo di Las Vegas leggermente più debole, che ha inciso sulla capacità della sala di generare un flusso costante di clienti. In sostanza, Planet Hollywood si è trovata a competere in un contesto in cui visibilità, posizione strategica e attrattiva del brand hanno pesato più di ogni investimento nella struttura o nell’offerta di tornei.
NUMEROSI I TORNEI MA… – La chiusura arriva subito dopo un periodo di intensa attività per quanto riguarda i tornei. Planet Hollywood ha infatti ospitato una tappa del World Series of Poker Circuit, con diciassette eventi 'ring'. Il Main event da $500.000 garantiti ha registrato 616 entries, generando un montepremi finale di $976.360. A vincere è stato Darren Rabinowitz, che ha incassato $175.430. Il resort ha inoltre ospitato la Chainsaw Mixed Series of Poker, confermando una buona capacità organizzativa sul fronte eventi.
Nonostante questi numeri positivi nei tornei, i cash game non sono mai riusciti a decollare, rimanendo spesso sottodimensionati rispetto alle aspettative.
UN CONFRONTO CON IL PASSATO – Prima del Covid, la poker room di Planet Hollywood si trovava sul piano principale del casinò ed era sede della Phamous Poker Series, uno dei festival non-Wsop più apprezzati di Las Vegas. Il cambio di location e il nuovo contesto hanno però reso difficile replicare quel successo.
In questo momento di difficoltà per le poker room, una nota positiva arriva da Station Casinos, che il mese scorso ha riaperto la poker room del Green Valley Ranch a Henderson, riportando in vita una delle sale low-stakes più amate, che era chiusa dal 2020.
Nonostante questo, però, la chiusura di Planet Hollywood rappresenta l’ennesimo segnale di come il poker live a Las Vegas stia attraversando una fase di razionalizzazione, in cui solo le location più forti e strategiche riescono a sopravvivere.