Dalla Finlandia all’Italia: come cambia la regolamentazione del gioco in Europa
Dalla fine del monopolio in Finlandia alle proposte di una tassa comunitaria, passando per le riforme in Danimarca e Repubblica Ceca fino al riordino del gioco fisico in Italia: ecco come stanno cambiando i mercati del gioco nel Vecchio continente sul fronte della regolamentazione.
Il mercato europeo del gioco pubblico sta attraversando una vera e propria rivoluzione, caratterizzata da una profonda revisione delle architetture regolatorie di numerosi Paesi, oltre che da un crescente dibattito a livello comunitario. Diversi Paesi stanno abbandonando modelli storici in favore di sistemi più aperti o tecnologicamente avanzati, con l’obiettivo di bilanciare la crescita economica e la tutela dei consumatori.
IL CASO FINLANDIA – Uno degli esempi più significativi di questa trasformazione è la Finlandia, che ha deciso di porre fine al decennale monopolio statale di Veikkaus per adottare un sistema di licenze competitive per il gioco online. Il nuovo quadro normativo finlandese prevede tre tipologie di licenze: esclusiva, per il gioco e per il software di gioco. Le aziende interessate potranno presentare le proprie domande a partire dal 1° marzo 2026, con l’avvio operativo previsto per luglio 2027 sotto la supervisione di una nuova autorità dedicata. In questo nuovo mercato, la pubblicità sarà consentita in modo moderato, ma resteranno divieti rigorosi per proteggere i minori e le fasce vulnerabili.
CECHI E DANESI IN ATTESA DELL’UE – Oltre alla Finlandia, altri Paesi hanno recentemente notificato alla Commissione Europea importanti aggiornamenti normativi tramite la procedura Tris. La Repubblica Ceca ha presentato un nuovo decreto relativo alla rendicontazione nel gioco d’azzardo, mentre la Danimarca ha notificato modifiche alla propria legge sul gioco e sulle imposte sulle società.
LA LOTTERIA GRECA – In Grecia, invece,l’operatore Opap si è assicurato una nuova concessione esclusiva di dodici anni per le lotterie statali, a fronte di un pagamento iniziale di 80 milioni di euro e una quota annuale del 30 percento sul Ggr.
GIOCO UK ALLE PRESE CON LA TASSAZIONE – Spostandoci verso l’Europa occidentale, il Regno Unito sta affrontando le ripercussioni dell’aumento delle tasse sul gioco online non senza qualche preoccupazione. Il governo britannico prevede di aumentare la Remote Gaming Duty al 40 percento e la General Betting Duty sulle scommesse remote al 25 percento.
IL CAOS D’OLTRALPE – In Francia, mentre la Corte d’Appello di Parigi ha recentemente confermato l’obbligo per Meta di bloccare le inserzioni pubblicitarie di gioco illegale, si attendono novità in merito alla crisi del settore casinò, dopo che con la caduta del governo Bayrou per il settore era emersa la minaccia di nuove tasse oltre allo stallo dell’iter per la legalizzazione dell’online.
LA RIFORMA DEL GIOCO IN SVEZIA – In Svezia l’operatore statale Svenska Spel ha registrato una crescita nel 2025 nonostante la chiusura di alcuni casinò fisici, ma nel frattempo il governo svedese si prepara a introdurre una serie di leggi per contrastare il gioco illegale, le piattaforme offshore e il gioco finanziato a credito. La riforma amplierà la portata della Gambling Act, permettendo alle autorità di agire anche contro operatori esteri che accettano giocatori svedesi.
L’IRLANDA AL REGOLAMENTO DEI CONTI – L’Irlanda si prepara a una riforma del settore definita come un “regolamento dei conti” finale. Nella seconda parte del 2025 la Commissione Europea ha dato il via libera definitivo alle nuove norme sulle licenze di gioco, con il primo disegno di legge, denominato “Gambling (Licensing of Gambling Activities) Regulations 2025”, che stabilisce che una licenza di gioco Business to Consumer (B2C) avrà una validità di tre anni. Il provvedimento introduce inoltre condizioni aggiuntive specifiche per le licenze di gioco remoto B2C, che vanno ad integrare quelle già previste dal Gambling Regulation Act 2024.
LA DISCUSSIONE IN EUROPA – Le tematiche affrontate a livello di Commissione Europea riflettono tutta la complessità e il grande movimento di questo periodo storico attorno al settore del gioco pubblico. Una delle proposte più discusse è quella avanzata dall’eurodeputato socialista Victor Negrescu, che suggerisce l’introduzione di una tassa europea sul gioco onlineper finanziare il bilancio a lungo termine dell’UE. Questa iniziativa mira a ridurre la frammentazione normativa e a colpire il mercato nero, ma incontra la ferma opposizione di Paesi come Malta, pronti a esercitare il diritto di veto per difendere gli interessi dell’industria nazionale.
LA SITUAZIONE ITALIANA – In tutto questo emerge anche il grande fermento del nostro Paese, con l’Italia che si prepara a un passaggio fondamentale per il comparto fisico. Il viceministro dell’Economia e delle finanze, Maurizio Leo, ha assicurato che il decreto per il riordino del gioco territoriale è ormai imminente, con l’obiettivo di ottenere l’intesa in Conferenza unificata entro marzo e l’approvazione definitiva entro il 29 agosto 2026. Il piano prevede una riduzione del 10 percento della rete delle slot (portandola a 40.000 punti) e il mantenimento di 10.000 punti scommesse. Tra le novità principali figurano la formazione obbligatoria per gli operatori con rilascio di certificazione, l’introduzione di un distanziometro differenziato (100 metri dai luoghi sensibili per i locali certificati e 200 metri per gli altri) e nuovi limiti orari per la tutela delle fasce deboli. Questo riordino darà il via a nuove gare per apparecchi, scommesse e bingo, per un valore stimato di almeno 2,5 miliardi di euro.