Convegno Riordino gioco, Pedrizzi: ‘Tempi ristretti, la riforma è a rischio’
Il presidente del Comitato scientifico Ucid, in merito alla riforma del settore del gioco legale, denuncia ritardi, mancanza di concertazione e pericoli per la legalità e la salute.
Riccardo Pedrizzi – presidente nazionale del Comitato scientifico dell’Ucid (Unione cristiana imprenditori e dirigenti), già senatore e presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato – lancia un allarme sul futuro della riforma del gioco legale in Italia. Intervenendo durante il convegno ‘Le nuove regole del gioco’, Pedrizzi ha evidenziato criticità che a suo avviso rischiano di compromettere l’intero processo legislativo, sia per le tempistiche sia per le sensibilità politiche dei partiti.
“Nonostante la pubblicazione di articoli e testi, pare che la politica ignori completamente il contributo degli operatori del settore. Il ministero si è trasformato in un vero e proprio ‘bunker’, senza interlocuzione con chi conosce realmente il comparto”, ha dichiarato, sottolineando la mancanza di concertazione e di consultazioni con esperti e operatori, un tempo definite “concertazione”.
Il presidente Ucid ha inoltre puntato il dito contro la concentrazione oligopolistica del mercato: “Marco Zega ha fornito cifre che dovrebbero allarmare. La direzione attuale porta a concentrare tutto nelle mani di pochi, e questo fenomeno va studiato attentamente”. A questo proposito, Pedrizzi richiama le lezioni di Francesco Vito, rettore dell’Università Cattolica e presidente delle Settimane Sociali della Chiesa cattolica dal 1947, inviato negli Stati Uniti dopo la crisi del 1929 per studiare gli oligopoli, ricordando come la conoscenza storica e teorica sia fondamentale per prendere decisioni consapevoli.
Uno dei temi più delicati affrontati riguarda l’impatto della riforma sul gioco online e sulla dipendenza: “Il passaggio dall’online al gioco fisico è stato gestito male. L’online accentua i problemi di dipendenza, perché ragazzi e anziani possono chiudersi nelle loro stanze senza controllo, a differenza del gioco fisico. È un problema sanitario che va affrontato con serietà”. Pedrizzi ha ricordato che l’Osservatorio sulle dipendenze, pur incorporato nel dipartimento dedicato, non ha mai avuto le risorse necessarie per un’efficace attività di monitoraggio.
Sul fronte politico, Pedrizzi esprime scetticismo sul completamento della riforma, soprattutto in caso di elezioni anticipate: “Se le voci sulla possibile anticipazione del voto si confermano, dalla fine dell’anno nessuno – maggioranza o opposizione – avrà il coraggio di varare una riforma così complessa”. Allo stesso tempo, critica la presenza di sensibilità proibizioniste trasversali tra i partiti, che ostacolano decisioni basate su dati concreti: “Molti parlano di gioco d’azzardo in termini negativi, senza conoscere il settore, alimentando una ‘leggenda nera’ che impedisce di affrontare i problemi reali”.
Pedrizzi ha anche difeso il sistema concessorio italiano, che tutela legalità, salute pubblica e imprese: “Il nostro modello è invidiato all’estero perché riesce a contrastare criminalità organizzata e dipendenza, pur rispettando la libertà d’iniziativa. Bisogna solo garantire proporzionalità nelle regole, senza penalizzare le piccole e medie imprese italiane, che costituiscono l’ossatura economica del Paese”.
Il messaggio finale del presidente Ucid è chiaro: senza concertazione, analisi approfondita e rispetto dei tempi tecnici, la riforma del gioco rischia di rimanere incompleta o di produrre effetti negativi, sia sul piano sanitario che su quello economico e della legalità.