Camera, Brambilla (Nm): ‘Quali controlli sui cavalli a fine carriera?’
Un’interrogazione di Michela Vittoria Brambilla (Noi moderati) ai ministri Francesco Lollobrigida (Masaf) e Orazio Schillaci (ministero Salute) su macellazione illegale e triangolazioni estere relative ai cavalli da corsa a fine carriera.
Cosa succede ai cavalli da corsa, non destinati alla produzione alimentare, a fine carriera? A chiederlo è la deputata di Noi Moderari, Michela Vittoria Brambilla, che si rivolge al ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida e al ministro della Salute Orazio Schillaci chiedendo se “non ritengano opportuno rafforzare il sistema dei controlli sui cavalli a fine carriera, per evitare che finiscano o nel circuito della macellazione abusiva o in triangolazioni illegali all’estero con la medesima destinazione finale”. L’interrogazione, presentata dalla deputata di Nm, presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente e dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, punta a chiarire il destino dei cavalli non-Dpa una volta conclusa l’attività sportiva.
Brambilla ricorda che la normativa distingue i cavalli Dpa, destinati alla produzione alimentare, dai non-Dpa, esclusi in modo irreversibile dalla macellazione. La durata della carriera varia sensibilmente a seconda dell’impiego: “tipicamente 5-7 anni per il galoppo e 10 per il trotto”, mentre nelle discipline equestri più impegnative si arriva a 16-17 anni e fino a 19-20 anni nelle prove più leggere. A fronte di una vita naturale media di 25-30 anni e di costi di mantenimento elevati, la deputata osserva che ogni anno entrano nel circuito ippico o sportivo “decine di migliaia” di cavalli, per i quali esistono attività di riserva come turismo ippico e ippoterapia. Tuttavia, sottolinea che “nonostante l’assenza di precise rilevazioni, non pare questo il caso”, poiché non si registra una presenza significativa di cavalli anziani non-Dpa.
Da qui la domanda che Brambilla definisce “semplice ma pregnante”: “che fine fanno i cavalli non-Dpa a fine carriera?”. Un interrogativo che chiama in causa il sistema dei controlli, la tracciabilità e la tutela degli animali, con possibili ricadute anche sul settore ippico e sulla credibilità delle filiere collegate.