Scandalo scommesse Nba: possibili patteggiamenti per metà degli imputati

Scritto da LP

I procuratori federali pronti a offrire accordi di colpevolezza a circa una dozzina degli oltre 30 accusati nell’indagine che ha scosso l’Nba. L’obiettivo è quello di evitare il processo.

I procuratori federali statunitensi si preparano a offrire accordi di patteggiamento a circa una dozzina di imputati nell’ampia indagine che, l’anno scorso, ha travolto la lega di basket professionistico americano. Lo rivela un documento depositato martedì presso un tribunale federale di Brooklyn.

Secondo l’atto, il Governo prevede di proporre “accordi formali di ammissione di colpa” a quasi la metà degli imputati nei prossimi giorni. I procuratori hanno inoltre riferito di aver avuto “conversazioni produttive” con gli avvocati di almeno altri nove imputati e di essere “ragionevolmente ottimisti” sul fatto che possano arrivare ulteriori accordi prima dell’eventuale processo.

UN’INDAGINE SU DUE FILONI – L’inchiesta, condotta dalla procura federale del Distretto Orientale di New York, ha portato lo scorso anno all’incriminazione di oltre 30 persone nell’ambito di due procedimenti distinti ma collegati. Il primo riguarda un presunto sistema di partite di poker truccate sostenuto da membri della criminalità organizzata; il secondo, invece, un giro di scommesse sportive in cui sarebbero state sfruttate informazioni riservate su diverse partite Nba.

Tra gli imputati figurano presunti membri o affiliati di quattro importanti famiglie mafiose, insieme con alcuni nomi noti del basket professionistico. Tra questi spiccano Chauncey Billups, attuale allenatore dei Portland Trail Blazers e membro della Hall of Fame, l’ex giocatore Damon Jones e Terry Rozier, guardia dei Miami Heat, coinvolto però esclusivamente nel filone dell’indagine legato alle scommesse sportive.

Secondo l’atto di accusa, alcuni ex atleti professionisti sarebbero stati utilizzati come ‘face cards’, ovvero volti noti incaricati di attirare giocatori facoltosi ai tavoli di poker truccati. Billups e Jones, sempre secondo i procuratori, avrebbero fatto parte dei cosiddetti ‘cheating teams’, ricevendo una quota dei proventi illegali in cambio della loro partecipazione.

Finora tutti i protagonisti più noti del caso hanno respinto le accuse a loro carico. Chauncey Billups si è dichiarato non colpevole dei capi d’imputazione per riciclaggio di denaro e frode telematica, mentre Damon Jones ha negato di aver tratto guadagni illeciti dalle partite di poker truccate e di aver fornito informazioni privilegiate agli scommettitori nel filone delle scommesse sportive. Anche Terry Rozier si è dichiarato non colpevole nel procedimento a lui contestato relativo alle scommesse sportive.

UN’ENORME MOLE DI PROVE – Dallo scorso novembre i procuratori hanno consegnato agli avvocati della difesa un’enorme quantità di materiale investigativo: prove provenienti da sette dispositivi elettronici, oltre 100.000 pagine di registrazioni finanziarie e telefoniche e più di 800 pagine di fotografie di sorveglianza.

Tra i materiali figurano anche video ripresi da telecamere installate nei pressi di uno dei luoghi dove si sarebbero svolte le partite di poker illegali e diversi terabyte di dati recuperati da dispositivi elettronici e account iCloud.

I PROSSIMI PASSI – Tutti gli imputati sono stati convocati per un’udienza di aggiornamento del caso davanti al giudice federale Ramon Reyes a Brooklyn. L’udienza potrebbe chiarire quanti tra loro accetteranno un accordo con la procura e quanti invece sceglieranno di andare a processo.

La prospettiva di numerosi patteggiamenti suggerisce che l’indagine — che intreccia sport professionistico, gioco d’azzardo illegale e criminalità organizzata — potrebbe presto entrare in una fase decisiva.

Immagine creata con l’Intelligenza Artificiale