Bill 55: l’avvocato generale Ue boccia la legge di Malta sul gioco online
L’avvocato generale Ue Nicholas Emiliou ritiene la normativa maltese incompatibile con il diritto europeo dato che blocca il riconoscimento delle sentenze estere a tutela degli operatori.
L’Avvocato Generale della Corte di Giustizia Ue, Nicholas Emiliou, critica duramente la normativa maltese nota come Bill 55.
La norma, già ampiamente analizzata, è stata introdotta nel giugno 2023 da Malta per proteggere i concessionari di gioco da sentenze emesse in altri Stati membri. Consente ai giudici locali di rifiutare l’esecuzione di decisioni straniere quando queste si basano sull’illiceità dei servizi offerti all’estero.
Il caso nasce da un rinvio pregiudiziale di un tribunale austriaco, relativo alla responsabilità professionale di un legale che aveva espresso un parere sulla norma. Emiliou ritiene che la richiesta possa essere tecnicamente irricevibile, ma ha scelto di affrontare comunque il merito “per ragioni di completezza”.
Il Bill 55 è “manifestamente incompatibile con le norme che disciplinano il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni”, sostiene Emiliou. La legge violerebbe i principi cardine del regolamento Bruxelles I bis, che impone fiducia reciproca tra i sistemi giudiziari europei e garantisce che una sentenza emessa in uno Stato sia eseguita in tutta l’Unione.
La sentenza finale della Corte di Giustizia Ue in merito al Bill 55 è attesa nei prossimi mesi e potrebbe ridefinire gli equilibri del gaming europeo. Se la Corte confermerà questa posizione, il sistema difensivo maltese potrebbe crollare. Gli operatori rischierebbero di dover rispondere a richieste di rimborso milionarie da parte di giocatori stranieri. Il settore del gaming attende ora con grande attenzione il verdetto definitivo.
LA VIOLAZIONE DEL REGOLAMENTO BRUXELLES
Il cuore della controversia riguarda l’applicazione del regolamento Bruxelles I bis. Questo stabilisce il principio del riconoscimento reciproco delle sentenze civili e commerciali. Secondo Emiliou, “Malta non può validamente invocare la clausola dell’ordine pubblico” per bloccare i rimborsi richiesti all’estero.
Per l’Avvocato Generale, il legislatore maltese ha agito in modo troppo astratto, presumendo che ogni condanna straniera violi la libera prestazione dei servizi. La clausola di ordine pubblico, invece, deve essere usata solo in casi eccezionali. La condotta di Malta viene descritta come un tentativo di isolamento normativo. Ma la certezza del diritto richiede che le sentenze circolino liberamente nell’Unione. Senza questo pilastro, il mercato unico perderebbe credibilità istituzionale.
SOVRANITÀ NAZIONALE, LICENZE DI GIOCO E LIMITI DEL MODELLO MALTESE
Le conclusioni di Emiliou chiariscono anche i limiti delle licenze nazionali nel gioco online. L’Avvocato generale ribadisce che “il principio del paese d’origine non si applica nel settore del gioco online”. Una licenza maltese è valida solo a Malta. Gli altri Stati membri possono vietare o limitare l’offerta di operatori esteri senza violare i trattati.
Il governo maltese considera il comparto del gaming essenziale per l’economia nazionale e ha introdotto Bill 55 per proteggere occupazione e gettito fiscale. Tuttavia, Emiliou sottolinea che le conseguenze economiche non giustificano la violazione del diritto Ue.