Gioco illegale in Italia, mercato da 30 miliardi
In merito al fenomeno del gioco illegale dallo studio Luiss–Prisma emergono numeri in crescita, profili dei giocatori e cinque pilastri strategici per combatterlo.
Il mercato del gioco illegale in Italia continua a rappresentare una delle principali criticità per il settore del gioco pubblico. Si tratta di un fenomeno con dimensioni sempre più rilevanti e difficili da circoscrivere. La nuova ricerca “Il mercato italiano del gioco non regolato”, realizzata da Prisma Spa e dal Gruppo di ricerche finanziarie e industriali “Fabio Gobbo” della Luiss, stima una raccolta complessiva di circa 30 miliardi di euro, con oltre 2 miliardi di spesa effettiva e un’evasione fiscale pari a 1,4 miliardi.
I risultati sono stati presentati a Roma durante l’evento “Misurare l’invisibile”, che ha riunito accademici, istituzioni e operatori del settore per analizzare un fenomeno privo di confini chiari e in continua evoluzione.
IL PESO DELL’ONLINE E LA STRUTTURA DEL MERCATO NON REGOLATO
Lo studio conferma la predominanza assoluta del canale digitale, che rappresenta l’ottantacinque percento del mercato illegale. La restante quota del quindici percento si distribuisce tra scommesse, apparecchi e lotterie, con percentuali che indicano una maggiore efficacia dei controlli nel settore fisico. La prevalenza dell’online è attribuita alla presenza di piattaforme offshore, sistemi di pagamento non tracciabili e modalità di gioco che sfuggono ai meccanismi tradizionali di vigilanza.
L’analisi evidenzia inoltre come il gioco illegale influenzi variabili economiche locali, incidendo su prezzi, affitti e comportamenti dei giocatori. Il fenomeno appare particolarmente radicato nelle aree dove le reti illegali sono più strutturate, con una capacità di adattamento che rende complesso ogni tentativo di misurazione puntuale.
IL PROFILO DEL GIOCATORE ILLEGALE E LE MOTIVAZIONI
Secondo le indagini condotte da Luiss e Ipsos, circa 5,5 milioni di italiani si rivolgono al mercato non regolamentato, pari al ventiquattro percento dei giocatori totali. La maggioranza utilizza il canale fisico, mentre una quota significativa accede tramite Internet. Il giocatore illegale medio è un uomo di circa quarant’anni, occupato nella maggior parte dei casi e spesso con figli minorenni.
Il livello di istruzione risulta mediamente più basso rispetto ai giocatori del circuito autorizzato. La diffusione è maggiore nel Mezzogiorno, dove la presenza di reti illegali radicate facilita l’accesso ai servizi non autorizzati. Le motivazioni principali sono legate allo svago, alla percezione di un’offerta più conveniente e alla possibilità di ottenere quote o vincite ritenute più vantaggiose.
Un elemento critico riguarda la scarsa consapevolezza: un terzo dei giocatori non è pienamente cosciente di operare in un contesto illegale, complice la scarsa trasparenza percepita nel mercato complessivo del gioco.
LE NUOVE FRONTIERE DELL’ILLEGALITÀ DIGITALE
La ricerca individua nuove forme emergenti di gioco illegale, sempre più difficili da intercettare. Tra queste figurano i Crypto casinò (che puntano su criptovalute e anonimato), i Telegram casinò (basati su canali della piattaforma di messaggistica) e app di crash games (legate a siti non autorizzati). Un’area grigia è rappresentata dai mercati di previsione, piattaforme nate come strumenti finanziari che si sono trasformate in sistemi complessi di scommesse operanti in un contesto non regolato.
Le istituzioni coinvolte nel dibattito hanno evidenziato come il gioco pubblico richieda tutela della salute, legalità e gettito erariale, sottolineando la necessità di un aggiornamento costante degli strumenti di controllo. Le autorità di vigilanza hanno inoltre segnalato la difficoltà di contrastare operatori basati in paradisi fiscali, dove la chiusura dei siti risulta inefficace a causa della loro immediata riattivazione.
I CINQUE PILASTRI PER IL CONTRASTO AL GIOCO ILLEGALE
Lo studio propone cinque direttrici strategiche per rafforzare il contrasto al gioco illegale. Dall’uniformità normativa tra Stato, Regioni e Comuni al riequilibrio fiscale tra gioco online e fisico, dal monitoraggio dei prodotti emergenti alla revisione del divieto assoluto di pubblicità sino al rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale con Paesi che ospitano operatori illegali e il coinvolgimento del sistema bancario. Un percorso complesso ma ritenuto indispensabile per riportare trasparenza, sicurezza e competitività nel mercato del gioco pubblico italiano.