Consiglio Valle, via libera al reintegro di Testolin
L’Assemblea prende atto del ritorno di Renzo Testolin alla guida della Regione Valle d’Aosta: opposizioni critiche, maggioranza compatta.
Il Consiglio Valle, riunito nel pomeriggio del 13 maggio, prende atto del reintegro di Renzo Testolin. Il rappresentante dell’Union Valdôtaine torna dunque alla carica di presidente della Regione, con decorrenza dall’8 maggio. Il rientro segue la notifica e il deposito del ricorso contro la sentenza del Tribunale di Aosta che ne aveva dichiarato la decadenza per superamento dei mandati.
La sentenza del Tribunale di Aosta, lo ricordiamo, aveva aperto una fase di transizione che coinvolge anche deleghe strategiche come quella sul casinò.
L’appello sospende l’efficacia della sentenza, come previsto dalla normativa vigente. Il presidente del Consiglio, Stefano Aggravi, ha chiarito che “la presa d’atto non ha natura costitutiva”, ma serve a “formalizzare istituzionalmente gli effetti dell’appello”. Con il reintegro cessano l’ordinaria amministrazione della Giunta e riprende l’attività consiliare.
LE CRITICHE DI AVS E PD-FP
La capogruppo di Avs, Chiara Minelli, ha definito il passaggio “cinico e irresponsabile”, sostenendo che Testolin “decide di andare avanti come se nulla fosse”, pur essendo stato dichiarato ineleggibile. Secondo Minelli, la scelta della maggioranza “non guarda all’interesse della comunità valdostana” e rischia di “indebolire la capacità di governo”. Critica anche la vicecapogruppo del Pd-Fp, Clotilde Forcellati, secondo cui Testolin è “un Presidente sub iudice” e avrebbe dovuto dimettersi subito dopo la sentenza. Forcellati ha aggiunto che la situazione attuale “intacca la credibilità ad ogni azione di governo” e che la Valle d’Aosta “merita una guida solida e libera da ogni ombra di precarietà”.
LE POSIZIONI DI FDI E LEGA VDA
Il capogruppo di FdI, Alberto Zucchi, ha evidenziato il rischio di una Regione “in una situazione sospesa e ambigua” fino all’udienza d’appello di settembre. Zucchi ha parlato di “problema di opportunità e credibilità istituzionale”, affermando che restare in carica “trasmette un messaggio grave”. Il capogruppo della Lega Vda, Andrea Manfrin, ha criticato l’introduzione “surrettizia” della questione di costituzionalità nel ricorso, definendola “profondamente scorretta”. Manfrin ha ricordato che attaccare una legge votata dallo stesso Consiglio “non rende un buon servizio alla Regione”. Entrambi hanno contestato la scelta della maggioranza di non valutare un passo indietro in attesa della sentenza definitiva.
LE RISOLUZIONI RESPINTE E LA REPLICA DI TESTOLIN
L’Aula ha respinto due risoluzioni. Si tratta di quella di Avs che chiedeva le dimissioni immediate del Presidente e quella di Adc, Pd-Fp, Lega Vda, FdI e La Renaissance che prevedeva un passo indietro in caso di sollevazione della questione di legittimità costituzionale. Il Capogruppo di Adc, Marco Carrel, ha parlato di una situazione che “mette in forte imbarazzo la Regione e mina la credibilità delle nostre istituzioni”.
Testolin ha replicato definendo “curioso l’approccio” delle opposizioni e ribadendo che la maggioranza ha scelto di “mettersi a disposizione, con senso di responsabilità”. Il Presidente ha aggiunto che “dipende sempre dal punto di vista” e che le decisioni saranno prese “a seconda delle indicazioni che saranno date dalla sentenza”.