Casinò Campione: chiuso l’arbitrato, ora i professionisti chiedono i danni
Al casinò di Campione dopo l’estinzione del procedimento alla Camera arbitrale di Milano, gli ex sindaci contestano la legittimità dell’azione e avanzano richieste economiche precise.
Al casinò di Campione la complessa vicenda legale tra Casa da gioco e ex componenti del collegio sindacale registra un nuovo capitolo. Come era prevedibile la storia non si chiude, dunque, con l’estinzione dell’arbitrato presso la Camera arbitrale di Milano.
L’iniziativa giudiziaria della Casa da gioco si era conclusa senza un verdetto nel merito. La società aveva richiesto oltre 80 milioni di euro di risarcimento, costringendo i professionisti a una difesa tecnica onerosa. Il procedimento è stato estinto per mancato versamento del fondo spese da parte del casinò. I legali parlano di un “palese abuso dello strumento processuale” e criticano il risalto mediatico dato a una pretesa definita “abnorme”.
CONTESTAZIONI SULLA COMPETENZA E SUL DANNO D’IMMAGINE
Gli avvocati degli ex sindaci ora contestano la legittimità dell’azione, sostenendo che mancasse una clausola compromissoria idonea a radicare la competenza arbitrale nei confronti dei sindaci. Evidenziano inoltre che i termini di prescrizione erano “ampiamente decorrenti”, circostanza che la società “non poteva non considerare”.
Sul merito, i legali ricordano che le presunte erroneità patrimoniali erano state presentate come corrette dallo stesso casinò al Tribunale di Como. L’iniziativa viene definita “temeraria”, avendo causato un “gravissimo pregiudizio all’immagine e alla reputazione professionale” dei loro assistiti.
Per questo viene quantificato un danno d’immagine pari a 50.000 euro per ciascun professionista coinvolto.
RICHIESTE ECONOMICHE E DIFFIDA
La richiesta di risarcimento avanzata dai professionisti è dettagliata e documentata. Ognuno dei tre assistiti chiede 37.338,67 euro per onorari legali, comprensivi di Iva, Cpa e S.g.s. A queste somme si aggiungono i costi della consulenza tecnica del professor De Valle e i rimborsi dei fondi trattenuti dalla Camera arbitrale.
L’importo complessivo richiesto ammonta a 92.625,33 euro per Laura Edvige Bordoli e Francesco Rezzonico, mentre per Ugo Venanzio Gaspari la cifra sale a 98.725,33 euro a causa del fondo spese già versato. I legali intimano il pagamento immediato per evitare di “agire senza ulteriore preavviso nelle sedi giudiziarie competenti”. La diffida rappresenta l’ultimo passo prima di un possibile nuovo contenzioso.