Casinò, la qualità che fa la differenza
Il discorso sulla qualità ha sempre destato in me un interesse fuori dell’ordinario, mi scuso della ripetitività. Un tempo non ne conoscevo il perché, in seguito da non più dipendente ne ho capito il motivo e l’utilità di applicarla.
Molto probabilmente si può applicare in ogni attività sia di beni sia di servizi, a me interessava la seconda ed eccomi a scrivere come la penso e come l’iniziativa presa al casinò di Venezia, Ca’ Vendramin, mi conforta.
In buona sostanza penso che la qualità è la caratteristica di un servizio atto a soddisfare le esigenze di chi ne usufruisce. Sono le esigenze a rilevare in argomento e quindi non possiamo sottacere che al mutare di queste si impone una variazione del servizio per adeguarlo.
L’organizzazione del lavoro atta a fornire un servizio adeguato alle esigenze del fruitore, nel caso di specie il cliente giocatore, dovrà forzatamente attenersi a regole non scritte che il passato del mercato dell’azzardo autorizzato ha trasmesso.
Come già scrivevo nel mio precedente, le notti non finivano mai, l’ultimo tavolo di roulette chiudeva, venerdì e sabato alle cinque, il tavolo grande dello chemin proseguiva sino a che i clienti intendevano giocare; annunciare l’ultimo sabot era, a volte, una impresa.
Bei tempi quelli e non possiamo augurarci altro che ritornino al più presto possibile. È lodevole l’iniziativa accennata perché, a prescindere dalla organizzazione del lavoro che non posso immaginare se non coniugata ai tempi del servizio, si appalesa bene indirizzata. Non si può, dunque, negare che abbinare una ristorazione di eccellenza e la possibilità di fruire di un servizio altamente professionale anche ai tavoli da gioco, sia una ottima iniziativa, forse a ricordo dei bei tempi andati.
Aggiungo, per quello che è dato conoscere, l’iniziativa in parola che si svolgerà a Ca’ Vendramin dal mese di marzo mi pare rispondere ad una esigenza perfettamente inquadrata e credibilmente da ritenere valida per soddisfare ogni aspettativa da parte del cliente/giocatore.
Eccomi a ritornare per l’ennesima volta ma non l’ultima, credo, su un argomento a me tanto caro: l’adeguamento dell’offerta alla domanda.
E non è forse questo un servizio volto alla soddisfazione il cliente?
Sicuramente sì! Una offerta che non si adegua ai tempi, ad una clientela che non è più quella di un tempo che fu può rappresentare un errore, uno studio approfondito sulla eventualità di contrastare la concorrenza con l’immissione di giochi nuovi, all’inizio solo in prova ed in seguito, se va, in esclusiva, sono iniziative mirate alla qualità nel senso precedentemente indicato.
Per chiudere il discorso vorrei suggerire ciò che ho potuto personalmente constatare: l’utilità di monitorare le presenze sulla base di giorni ed orari nell’intento di predisporre giochi, tavoli e personale sufficienti a svolgere un servizio di qualità in quanto è questo che il cliente di aspetta.