Compleanno St. Vincent, politica e azienda: ‘Verso futuro con fiducia’

L'assessore Caveri, l'Au Buat e il sindaco Favre fanno gli auguri al Casinò di St. Vincent nel suo 75esimo compleanno.
Scritto da admin

Una giornata importrante, quella di oggi 29 marzo, per il Casinò di Saint Vincent, che festeggia i suoi (primi) 75 anni. Una struttura che, dalla sua apertura nel 1947, ha scandito la storia della regione, sia a livello collettivo ce individuale.

Come ricorda l’assessore alle Partecipate della Regione Valle d’Aosta, Luciano Caveri: “Ho vissuto per storie familiari che mi sono state raccontate la nascita del Casinò. Poi da giovane cronista Rai ho raccontato storie belle e brutte, da tempi straordinari di successo a intricate vicende giudiziarie sino al rischio di fallimento. Ora siamo a una ricostruzione faticosa ma fattiva non avendo inutile nostalgia per un passato glorioso, ma guardando al futuro”.

Il sindaco di Saint Vincent, Francesco Favre, sottolinea: “Faccio gli auguri al Casinò e devo dire che nonostante i problemi e le vicissitudini che l’hanno riguardato, porta bene i suoi 75 anni! Il Casinò è importante per l’intero territorio. Nel 2019, prima dell’inizio della pandemia, ha prodotto cifre importanti: 60 milioni di incassi, 350mila ingressi, 400 dipendenti, cui aggiungere l’indotto, le tasse, i soggiorni dei turisti. Questo è tantissimo per il nostro territorio ma ora stiamo aspettando che il Casinò esca dalla situazione concordataria e torni a essere ancora di più un traino per il nostro paese e per l’intera Valle d’Aosta”.

Ai ricordi e agli auspici della politica si aggiungono quelli dell’amministratore unico della Casa da gioco, Rodolfo Buat: “Penso che riflettere sulla propria storia aiuti a recuperare orgoglio per il passato e fiducia per il futuro. La storia del Casinò di Saint Vincent si intreccia veramente con la storia italiana sin dalle sue origini che richiamano il dramma della guerra e l’entusiasmo per una ripresa sociale ed economica che ha segnato la vita delle nostre famiglie. Con troppa superficialità oggi si dimentica la dimensione industriale e produttiva delle nostre aziende così caratterizzante un distretto turistico. Questa storia ci invita a riparlare di casinò e a riconoscerne il valore economico e sociale, anche con riferimento ai rischi di abuso del gioco d’azzardo”.