Mulè: ‘Riapertura casinò, è tempo di decidere’
Nuovo Governo, che in settimana presenterà ai due rami del Parlamento il suo programma e chiederà la fiducia. Nuovo Governo, si diceva, ma “vecchi” e soprattutto urgenti problemi, su tutti (restando in ambito settoriale) la riapertura dei casinò, che stanno soffrendo, come del resto l’intero settore del gioco terrestre, per la prolungata chiusura imposta dal Governo Conte 2 allo scopo di fronteggiare la pandemia.
Certamente la speranza è di poter riaprire il 5 marzo, quindi alla scadenza del Dpcm che ha disposto la sospensione delle attività di gioco fino a quella data, ma naturalmente la decisione sarà presa dal nuovo Governo Draghi, che si appresta a diventare totalmente operativo e a nominare anche la squadra dei viceministri e dei sottosegretari.
In questo contesto, vanno inseriti alcuni elementi ulteriori e in parte contrapposti: da un lato la campagna vaccinale ormai in corso, dall’altro la preoccupazione suscitata dalle nuove varianti, per proseguire con l’ulteriore proroga, fino al 5 marzo, del divieto di svolgimento di attività sciistiche amatoriali, che sarebbero dovute riprendere il giorno 15, che ha tuttavia scatenato proteste e forti prese di posizione anche dal punto di vista politico.
In questo contesto così cangiante e incerto, i casinò sono costretti a fungere da spettatori. Ma il deputato di Forza Italia Giorgio Mulè sprona il nuovo Esecutivo: “Bisogna darsi una mossa”, afferma, anticipando inoltre: “Io giovedì sarò in piazza“, quindi alla manifestazione organizzata dai lavoratori delle imprese del gioco legale per il 18, in contemporanea a Milano – Piazza del Duomo e a Roma – Piazza del Popolo, per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sul grave stato di difficoltà in cui versano oltre 150.000 lavoratori (per un totale di 400mila persone circa) colpite dalla prolungata sospensione delle attività del settore dei giochi pubblici e dalla assoluta incertezza sulla data di ripresa.
Una manifestazione promossa da un’Ati di aziende del gioco cosiddetto “pubblico”, ma che certamente solleverà l’attenzione nazionale sull’intero settore e sul gravissimo momento che sta attraversando.
In particolare, Mulè si sofferma su Sanremo: “Il Festival di Sanremo è ucciso con il Casinò chiuso”.