Elezioni 2022, casinò e proprietà: i politici in corsa
Si parlerà probabilmente ben poco di casinò, in questa campagna elettorale che entra ora nella sua fase cruciale, essendo scaduto il termine ultimo per presentare le liste. Il tema dei casinò è infatti principalmente di appannaggio locale, a meno che, ed è l’auspicio di molti, non riprenda forza il fronte di coloro che sperano in un loro riordino normativo, dando dunque risposta ai richiami della Corte costituzionale. E ovviamente, in questo contesto potrebbe rispuntare anche la proposta di aprirne di nuovi, uno scenario che in verità in questi ultimi anni, per una serie di motivi, sembra essere diventato più improbabile. Quanto al riordino, ricordiamo che l’allora ex sottosegretario con delega al gioco, Pierpaolo Baretta, aveva incluso anche i casinò, nell’intesa raggiunta in sede di Conferenza unificata nel 2017. Certamente, non sarà lui a portare avanti questo intendimento (come noto che l’intesa è poi rimasta lettera morta, anche per quanto riguarda il gioco pubblico, essendo mancati i decreti ministeriali attuativi), in quanto da tempo è assessore al Bilancio del Comune di Napoli e non ha nemmeno valutato l’idea di ricandidarsi.
Si candida invece in Sicilia, come indipendente per il centrodestra (all’uninominale di Gela), Michela Vittoria Brambilla: nel 2010, allora ministro per il Turismo, aveva presentato un disegno di legge per aprire ben quaranta casinò negli hotel a cinque stelle, ma aveva lasciato presto decadere il suo intento, ed è pressoché certo che non lo rispolvererà nella legislatura a venire, se sarà eletta.
Tuttavia, venendo a scenari più recenti e concreti, ci sono diversi politici pronti a scendere in campo e che si sono occupati di casinò e delle loro proprietà: o perchè prima della nuova avventura in Parlamento hanno amministrato i territori di riferimento, oppure, ed è il caso di Campione d’Italia, perché le problematiche dell’enclave erano (e sono tuttora, in parte), di tale entità e portata da rendere necessari attenzione e interventi a livello nazionale.
Cominciamo dunque la nostra non esaustiva carrellata con Campione d’Italia: oltre alla già annunciata ricandidatura del deputato del Movimento 5 Stelle Giovanni Currò e del senatore della Lega Simone Billi, torna a candidarsi il deputato comasco di Fratelli d’Italia Alessio Butti ed è folto anche lo schieramento del Pd: il senatore Alessandro Alfieri (capolista a Palazzo Madama), l’ex vice ministro all’Economia Antonio Misiani in Senato, l’ex vice ministro all’Interno Matteo Mauri alla Camera e la deputata Chiara Braga sempre alla Camera.
Molti anche i politici della Lega che si sono occupati di casinò a livelo trasversale e che scendono di nuobo in campo: dal senatore Stefano Candiani al deputato imperiese Flavio Di Muro, per proseguire con Nicoletta Spelgatti, già governatrice della Valle d’Aosta e artefice, su impulso dell’allora assessore regionale Stefano Aggravi, dell’avvio del percorso concordatario per la società di gestione del casinò resort di Saint Vincent.
Passando ad altri schieramenti, l’attuale sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè (Forza Italia) correrà come capolista alla Camera, a Palermo, mentre Mauro Del Barba, già Pd e poi Italia Viva, si candida ancora una volta a Montecitorio. Gianni Berrino (Fratelli d’Italia), assessore regionale in Liguria, è invece candidato al collegio uninominale 1 per il Senato: “È una grande emozione ancor prima di una grande felicità, ma è soprattuto una grande responsabilità. Essere stato scelto da Giorgia Meloni quale candidato del collegio uninominale 1 del Senato in Liguria a rappresentare Fratelli d’Italia è motivo di grande orgoglio.
Essere stato accettato dagli altri partiti della coalizione quale loro unico rappresentante aggiunge ancor più onere al già impegnativo compito”, commenta su Facebook.